Dobetin: gocce, dopo quanto fa effetto, compresse, prezzo

Farmaco Dobetin gocce

La cobalamina o vitamina B12 venne isolata e caratterizzata a seguito di una serie di ricerche in merito all’anemia perniciosa. Nel 1926 si scoprì che nel fegato vi è un fattore capace di curare tale patologia ed esso venne isolato e cristallizzato nel 1948. La struttura della vitamina B12 venne chiarita nel 1956.

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Gli alimenti animali contengono questa vitamina in adeguate quantità. In particolare, i cibi che ne contengono di più sono fegato, molluschi e alcuni tipi di pesce. Per questo motivo per chi sceglie una dieta completamente vegana è vivamente consigliabile il ricorso a integratori di vitamina B12, oppure assumere prodotti come il latte di soia, burger e yogurt vegetali (in alcuni di questi prodotti viene scritto sulla confezione se contengono in addizione la B12). In natura la sintesi della vitamina B12 avviene solo per opera di microrganismi (alcuni archei e batteri). I cianobatteri impropriamente detti alghe azzurre (spirulina, klamath) producono invece analoghi inattivi (pseudo B12),  mentre certe alghe acquisiscono vitamina B12 dal rapporto simbiotico con batteri. Nell’intestino umano esistono batteri sintetizzanti cobalamina. Tali batteri sono situati in zone dove il fattore intrinseco non arriva per cui l’assorbimento di quest’ultima è irrisorio, ma non nullo.

8,27 € Prezzo indicativo

DOBETIN 500 mcg /ml e DOBETIN 1000 mcg /ml: anemia megaloblastica dovuta a carenza di vitamina B12 e/o folati.

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Stati di carenza di vitamina B12 si verificano per lo più a seguito di processi patologici interessanti le cellule parietali dello stomaco o per resezione delle parti di quest’organo che secernono fattore intrinseco (cardias e fondo).

Il deficit di cobalamina può avvenire anche per via di patologie croniche a carico dell’intestino, come la malattia di Crohn, e provoca la comparsa di anemia perniciosa, malattia caratterizzata da: anemia megaloblastica e disturbi del sistema nervoso. È sempre importante, in questi casi, valutare la concentrazione di cobalamina e acido folico in quanto anche la carenza di quest’ultimo provoca un quadro di anemia megaloblastica però senza interessamento nervoso. L’aggiunta di acido folico in una situazione di anemia perniciosa migliora il quadro anemico ma non ha nessun effetto sui disturbi del sistema nervoso che, anzi, continuano a peggiorare.

È stato visto che l’assunzione di alte quantità di vitamina C (> 1 g) possono, col tempo, generare stati carenziali di cobalamina. Ciò avviene in quanto, in alte dosi, la vitamina C, in presenza di ferro, si può comportare da ossidante e formare radicali liberi che danneggiano la cobalamina e il fattore intrinseco.

In caso di elevate dosi di vitamina B12 (sotto forma di cianocobalamina) la quantità in eccesso viene eliminata con le urine, senza provocare effetti tossici da accumulo. Sebbene si ritenesse che l’assunzione di quantità maggiori di 200 µg potesse presentare rischi di tossicità, nei trial clinici la somministrazione di 400 µg per 40 mesi e di 1.000 µg per 5 anni non è stata associata a effetti avversi

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