Manovra di Valsalva: cuore, orecchio, ernia, come si fa

La manovra di valsalva e ritorno venoso

La manovra Valsalva è una manovra di compensazione forzata dell’orecchio medio, utilizzata principalmente in subacquea. La manovra consiste in un’inspirazione relativamente profonda seguita da un’espirazione forzata a glottide chiusa della durata di circa 10 secondi. La tecnica prende il nome da Antonio Maria Valsalva, un medico e anatomista imolese del Seicento il cui principale interesse scientifico era l’orecchio umano. Ha descritto la tromba di Eustachio e la manovra per testarne la pervietà. Ha anche descritto l’uso di questa manovra per espellere il pus dall’orecchio medio.

Tachicardia manovra di valsalva

La normale risposta fisiologica consiste di quattro fasi:

Aumento della pressione iniziale

All’applicazione della forza espiratoria, la pressione sale all’interno del torace forzando il sangue fuori dalla circolazione polmonare nell’atrio sinistro. Ciò provoca un lieve aumento del volume sistolico durante i primi secondi della manovra. Le variazioni della pressione arteriosa sistolica e della frequenza di battito durante una manovra di Valsalva. Una pressione di 40 mm di mercurio viene applicata a 5 secondi e tolta a 20.

Ridotto ritorno venoso e compensazione

Il ritorno del sangue sistemico al cuore è ostacolato dalla pressione all’interno del torace. L’output del cuore è ridotto e il volume sistolico diminuisce. Questo si verifica da 5 a circa 14 secondi nell’illustrazione. La diminuzione del volume sistolico provoca vasocostrizione con un aumento di pressione (da 15 a 20 secondi). Questa compensazione può essere abbastanza marcata con il ritorno della pressione vicino o anche sopra la norma, ma la gittata cardiaca e il flusso di sangue rimangono bassi. Durante questo periodo la frequenza del polso aumenta (tachicardia compensativa).

Rilascio di pressione

La pressione sul torace viene rilasciata, consentendo ai vasi polmonari e all’aorta di ri-espandersi causando un’ulteriore leggera diminuzione iniziale del volume sistolico (da 20 a 23 secondi) a causa della diminuzione del ritorno atriale sinistro e dell’aumento del volume aortico, rispettivamente. Il sangue venoso può ancora una volta entrare nel petto e nel cuore, la gittata cardiaca inizia ad aumentare.

Ritorno di gittata cardiaca

Il ritorno del sangue al cuore è potenziato dall’effetto dell’ingresso di sangue che era stato arginato indietro, causando un rapido aumento della gittata cardiaca (24 secondi dopo). Il volume della gittata di solito sale sopra il normale prima di tornare a un livello normale. Con il ritorno della pressione sanguigna, la frequenza cardiaca ritorna normale.

La deviazione da questo modello di risposta significa:

  • anormale funzione cardiaca
  • anormale controllo nervoso autonomo del cuore.

Manovra di valsalva modificata controindicazioni

  • È una tecnica molto faticosa.
  • È poco raccomandabile perché sviluppa una notevole pressione intrapolmonare che potrebbe essere causa di sincope per gli apneisti.
  • Nelle immersioni subacquee con ARA durante il processo di desaturazione dall’azoto presente nel corpo del subacqueo che sta effettuando una seconda immersione (desaturazione che può avvenire se ci si trova ad una quota inferiore di quella a cui il subacqueo risulta saturato), la manovra di Valsalva in presenza di forame ovale pervio può causare il passaggio di bolle d’azoto e altri gas dal circolo venoso al circolo arterioso, saltando il filtro polmonare, e causando un’embolia gassosa arteriosa.
  • Nella tetralogia di Fallot, il bambino, piangendo, tossendo o defecando e pertanto applicando involontariamente la manovra di Valsalva, provoca un aumento della pressione intratoracica con un conseguente aumento delle resistenze polmonari, e pertanto un’ipossiemia con l’aggravamento della sintomatologia (cianosi, sincope e convulsioni, dispnea).

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