Nella sua relazione sulla Riscossione presentata al Parlamento, il Fisco indica 6 punti cruciali della Riforma che riguardano cartelle e conti correnti.

Come si legge su ItaliaOggi, la ‘mossa’ più importante consisterebbe in un maggiore scambio di informazioni tra l’Agenzia delle Entrate e l’AdE-Riscossione ma non solo. La relazione del Fisco propone anche una rimodulazione delle notifiche delle cartelle e di eventuali intimazioni, modifiche delle modalità di rateizzazione, revisione dell’aggio ed istituzione di un’unica Agenzia che includa entrate e riscossione. Le novità non finiscono qui.

Cartelle e conti correnti: il Fisco chiede un maggior accesso ai dati per la Riscossione

La principale proposta del Fisco riguarda la possibilità di un maggior accesso ai dati dei conti correnti dei debitori.

Attualmente, i dati a disposizione del Fisco sono limitati, tanto che spesso si effettuano pignoramenti ‘al buio’ senza sapere la reale situazione dei conti correnti dei debitori. Ecco perché, secondo il presidente dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, è necessario ottenere un maggior accesso ai dati finanziari dei contribuenti.

Conoscendo le informazioni dei conti, si potrebbe effettuare un’attività di recupero più mirata ed efficace diretta soltanto verso i debitori capienti.

Accesso alla fatturazione elettronica

L’altra richiesta prioritaria è accedere ai dati relativi alla fatturazione elettronica per combattere l’evasione da riscossione e consentire l’avvio mirato di procedure di pignoramento dei rapporti commerciali tra debitore e soggetti terzi.

Con questo sistema si potrebbe evitare l’acquisizione di informazioni analoghe tramite verifiche ed ispezioni documentali da parte degli agenti di riscossione in loco (presso i locali dove il debitore svolge la sua attività).

Modifiche nel sistema di rateizzazione

Oggi, gran parte della riscossione avviene mediante rateizzazione. E’ bene mantenere questo sistema che favorisce i contribuenti ma è necessario prevedere la decadenza.

Se si supera l’anno dalla data di notifica della cartella, il Fisco dovrà inviare al debitore un avviso di intimazione prima di avviare il recupero del dovuto. Trascorso un altro anno, l’Agenzia delle Entrate invierà una seconda notifica di avviso, dopodiché passerà alla procedura esecutiva.

Revisione dell’aggio e ‘pulizia’ del magazzino

La quinta proposta riguarda la revisione dell’aggio. Il Fisco intende passare dall’aggio di riscossione allo stanziamento annuale quantificato in 850 milioni di euro.

La sesta ed ultima proposta riguarda la ‘pulizia’ del magazzino. Il Fisco chiede la revisione della gestione del magazzino che ha raggiunto i 999,1 miliardi di debiti da riscuotere. La soluzione consisterebbe nello smaltimento almeno parziale di quanto accumulato, nel discarico automatico dei ruoli, una volta superato un certo periodo di tempo (5 anni).

In sostanza, si pensa ad una restituzione, previa verifica dei requisiti soggettivi del debitore, dei carichi non solvibili, per cui non ci sono prospettive di riscossione, o dei carichi non più esigibili in quanto prescritti.

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