Per le Partite IVA c’è aria di pagamenti: il calendario delle scadenze fiscali è fitto! Manca solo l’ufficializzazione del rinvio delle imposte sui redditi disposto dal 20 luglio al 15 settembre.

La data per pagare le imposte sui redditi (Irpef, Ires, Irap) è fissata al 30 giugno, ma anche per il corrente anno è prevista una doppia scadenza per le Partite IVA in regime forfettario e per i soggetti che applicano gli ISA:

  • il 30 giugno per i dipendenti e i pensionati;
  • entro il 20 luglio per le Partite IVA Forfettarie e i soggetti ISA. Questa proroga è giunta con il comunicato stampa/legge del MEF del 28 giugno.

Una nuova scadenza fissata al 15 settembre è giunta sotto forma di emendamento alla legge di conversione del Dl Sostegni bis. I destinatari di questa nuova scadenza fiscale sono le Partite IVA in regime forfettario e i soggetti che applicano gli ISA.

Tuttavia, bisogna attendere l’ufficializzazione visto che il DL Sostegni bis è ancora in fase di conversione: l’ok definitivo del Senato deve arrivare entro il 24 luglio.

Partite IVA: il pagamento delle tasse dopo le ferie?

La tregua per pagare le tasse si allunga fino a fine estate: niente tasse e imposte da pagare fino a metà settembre, esattamente il 15 settembre 2021.

Tale scadenza “allungata” solleva le Partite IVA Forfettarie e i soggetti che applicano gli ISA dal versamento delle tasse e imposte e senza maggiorazioni di interessi.

La platea interessata dal rinvio della scadenza per pagare le imposte sui redditi è costituita da 4 milioni di contribuenti.

Per quanto concerne le modalità di versamento, le Partite IVA Forfettarie e i soggetti che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale possono pagare anche a rate.

Chi sceglie di rateizzare, può farlo fino a un massimo di 6 rate, da terminare entro il 30 novembre 2021.

Partite IVA, un settembre “pieno” di scadenze fiscali

Lo slittamento della scadenza per pagare le imposte sui redditi a settembre coincide con lo stesso periodo per presentare l’istanza per il contributo a fondo perduto a conguaglio.

Si ricorda che la domanda per il fondo perduto a conguaglio porta con sé la presentazione della dichiarazione dei redditi.

 

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