Buone notizie per i pensionati! Si sa il Dossier Pensioni è sempre al centro dell’agenda del Governo Draghi e dell’attenzione da parte delle forze politiche, ma è in arrivo un maxi-aumento dell’assegno previdenziale.

Sebbene si parli di “tagli” alle pensioni, negli ultimi tempi sembra che l’Esecutivo sia intenzionato a far lievitare l’assegno che i pensionati ricevono ogni mese.

Con l’addio a Quota 100, a partire dal primo gennaio 2022 le pensioni potrebbero subire un aumento senza precedenti.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione senza precedenti, ma la decisione del Governo Draghi dipende anche dalle conseguenze economiche che la pandemia ha cagionato sul sistema welfare.

Le casse statali sono già al collasso tra bonus, reddito di cittadinanza e contributi a fondo perduto.

In arrivo l’aumento delle pensioni dal primo gennaio 2022

Con l’arrivo del nuovo anno 2022 dovrebbe arrivare la rivalutazione degli assegni previdenziali.

Ogni anno l’importo che viene erogato per la nostra pensione deve essere rivalutato tenendo conto dell’inflazione.

L’importo dell’assegno previdenziale che i pensionati ricevono viene adeguato al costo della vita.

La normativa prevede che il sistema di perequazioni delle pensioni venga aggiornato.

Ad imporlo è la normativa che prevede che dal 1° gennaio 2022 debba entrare in vigore un sistema che sia più favorevole per quanti stiano ricevendo un assegno di importo medio-alto.

Pensioni, in arrivo l’aumento del tasso di rivalutazione!

Il Legislatore ha deciso che, nel caso in cui si provvedesse a rivalutare una pensione che abbia superato una determinata soglia, la rivalutazione non sia totale, ma solo parziale.

L’ISTAT, ogni anno, provvede ad indicare quale sia il tasso di rivalutazione, che deve essere determinato sulla base di quelle che sono le oscillazioni ufficiali dell’indice dei prezzi.

Tale rivalutazione viene applicata in quota percentuale man mano che l’importo mensile cresce.

A partire dal 1° gennaio 2022 viene aggiornato il meccanismo di rivalutazione, che dovrà essere applicato secondo le seguenti percentuali:

  • assegno inferiore a 4 volte il trattamento minimo: 100%
  • assegno compreso tra 4 e 5 volte il minimo: 77%
  • assegno compreso tra 5 e 6 volte il minimo: 52%
  • assegno compreso tra 6 e 8 volte il minimo: 47%
  • assegno compreso tra 8 e 9 volte il minimo: 45%
  • assegno superiore le 9 volte il minimo: 40%.

Il trattamento minimo è considerato un assegno previdenziale dell’importo di 515,58 euro.

Ciò implica che la rivalutazione al 100% dell’importo verrà garantita a quanti prendano una pensione mensile pari a 2.062,32 euro lordi.

Ma mano che crescono gli importi, la rivalutazione viene applicata parzialmente.

Pensione minima a 1.000 euro: ecco la proposta!

Una delle proposte è quella di portare la pensione minima a 1.000 euro.

La Regione Campania, grazie ad una collaborazione con CNA Pensionati, ha deliberato di portare l’assegno previdenziale delle pensioni di importo più basso pari a 1.000 euro.

 

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