fleboliti

Cosa sono i fleboliti? Di cosa si parla quando si utilizza l’espressione “flebolita pelvico”? Se ti stai facendo queste domande, nelle prossime righe di questo articolo puoi trovare le risposte all’interrogativo. Dal momento che si tratta di una tematica medica, l’invito che facciamo è, come sempre, quello di consultare uno specialista per chiarire qualsiasi dubbio su eventuali sintomi.

Uretere

Quando si parla di fleboliti, si inquadrano dei piccoli coaguli di sangue. Si formano nelle vene e, nel corso del tempo, si induriscono a causa dell’insorgenza di calcificazioni. In virtù di queste peculiarità, sono noti anche come calcoli venosi.

Nominarli significa, per forza di cose, rammentare che, in alcuni casi, può essere difficile distinguerli da altre formazioni, come per esempio i calcoli che si formano a livello dell’uretere.

Necessario è quindi, nel momento in cui ci si trova davanti a quello che sembra un flebolita renale, rivolgersi a uno specialista per valutare la natura delle formazioni.

Venosi

Come ricordato nel paragrafo precedente rispondendo alla domanda “Fleboliti cosa sono?“, i coaguli in questione si formano a livello delle vene. Entrando nel vivo delle loro caratteristiche, facciamo presente che, nella maggior parte dei casi, hanno una forma ovale. Il diametro, invece, è quasi sempre inferiore ai 5 mm.

Un aspetto degno di attenzione riguarda il fatto che, nella quasi totalità dei casi, è possibile riscontrare la loro presenza a livello della parte inferiore del bacino. Ecco perché si tende spesso a utilizzare l’espressione “fleboliti pelvici“.

Parlare di fleboliti pelvici cosa sono è importante. Lo è altrettanto rammentare che, in alcuni frangenti, la loro presenza può non dare alcun segnale. In specifici casi, si può avere a che fare con una sintomatologia dolorosa a carico dello stomaco e della zona del bacino. Nelle situazioni in cui il dolore risulta particolarmente accentuato, si consiglia di approfondire il quadro in quanto potrebbe essere presente una calcolosi renale.

Tornando ai segnali da non trascurare e che possono mettere in primo piano la presenza di fleboliti, un doveroso cenno deve essere dedicato alle vene varicose.

Dal momento che, in molti casi, sono asintomatici, i fleboliti non richiedono trattamento. Nelle situazioni in cui, invece, la presenza del flebolita dà fastidio, si può ricorrere ad approcci come la scleroterapia, che può essere associata a un trattamento con il laser a livello endovenoso.

Intestinali

I fleboliti possono formarsi anche a livello intestinale? La risposta è affermativa. Può capitare, in caso di costipazione e di difficoltà nell’espulsione delle feci, che l’aumento di pressione a livello delle vene porti alla loro insorgenza.

Tra i fattori di rischio che possono portare alla loro formazione è possibile chiamare in causa la gravidanza e l’età avanzata. Cruciale è in generale la prevenzione. Quest’ultima, passa dall’esercizio fisico, dal controllo dei valori pressori e dal fatto di mantenersi costantemente idratati. Inoltre, è bene evitare di indossare troppo indumenti stretti, soprattutto quando si parla di pantaloni.

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