La proposta di una nuova tassa sul panino arriva dal direttore di un noto museo di Firenze. Questa tassa andrebbe a colpire i locali di street food (cibo da strada ai cittadini di passaggio) e non solo a Firenze.

La proposta si estende alle zone storiche, culturali ed artistiche di svariate città italiane le cui strade sono ormai invase dallo street food.

Ovviamente, le attività prese di mira non hanno accettato di buon grado l’ipotesi di una tassa sul panino. E’ stata bocciata all’unanimità.

Quali sono i motivi che hanno spinto il direttore del museo fiorentino ad avanzare una proposta del genere?

Nuova tassa sul panino per frenare l’inciviltà

La nuova tassa sul panino è stata proposta per un motivo preciso: la mancanza di senso civico che danneggia le vie storiche ed artistiche delle città italiane.

Le conseguenze dello street food sono i rifiuti, bibite lasciate in strada, cartacce a terra.

Le vie e gli scorci delle città italiane più conosciuti al mondo non possono ridursi così.

E’ pur vero che l’emergenza rifiuti nelle città italiane esiste da anni e dipende da più fattori: cittadini poco rispettosi degli spazi comuni, numero insufficiente degli addetti alla raccolta rifiuti.

Le strade tappezzate da sacchetti della spazzatura rappresentano un fenomeno paradossale considerando che in Italia si paga un’imposta TARI tra le più alte in Europa.

Tassare i locali di street food risolverebbe il problema? No. Porterebbe soltanto ad un ulteriore danno economico per le attività nell’attuale situazione di crisi.

Lo street food preso di mira e la reazione delle attività bersaglio

Le attività di street food sono state prese di mira dalla proposta di una nuova tassa sul panino perché, a differenza di bar e ristoranti, non offrono un servizio completo, pulizia inclusa.

Finger food, fast food e street food negli ultimi anni si sono diffusi notevolmente anche in Italia. Nei centri storici, sono spuntati come funghi piccoli locali specializzati nel preparare e vendere cibi da mangiare per la strada, spuntini veloci mentre si passeggia.

Così come viene proposta, la tassa sul panino andrebbe a colpire molte attività nei centri storici.

Come hanno reagito le attività di street food? Considerano questa tassa una barzelletta. Alcuni propongono di assumere spazzini e piazzare cestini per i rifiuti, altri insistono sul senso civico dei cittadini. Perché dovrebbero pagare loro i gesti di inciviltà altrui?

La tassa sul panino andrebbe a coprire i costi di pulizia delle strade dopo il passaggio e la consumazione dei clienti. I costi degli addetti ai rifiuti sarebbero a carico dei locali di street food. Questi locali hanno già abbastanza tasse da pagare e dicono no all’ennesima imposta che ha il sapore della beffa.

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