Che cos’è la faccia da poker e quali sono le situazioni in cui la indossiamo nella vita di tutti i giorni.

Poker face è un tipico esempio di modo di dire preso in prestito dal gioco e diventato parte del linguaggio comune. Ai tavoli verdi, avere una faccia da poker è di importanza cruciale, perché impedisce agli avversari di decifrare le nostre carte. Ma ancora di più, ci consente di bluffare e di ingannarli anche quando non possediamo una mano forte.

Il termine poker face viene impiegato anche in senso più ampio e figurativo proprio per descrivere un volto inespressivo, freddo e imperturbabile. Lo stesso volto dietro a cui si celano le emozioni, i pensieri e le paure di un giocatore di poker.

La faccia da poker nella vita di tutti i giorni

I giochi di poker non sono l’unica occasione durante la quale indossiamo la tipica espressione neutra e imperturbabile. Attingendo di nuovo al ricco repertorio di frasi idiomatiche, a tutti noi sarà capitato almeno una volta nella vita di dover fare buon viso a cattivo gioco. Pensiamo a quel giorno in cui siamo stati respinti dalla persona di cui eravamo follemente innamorati, che ha confidato di non amarci con la stessa intensità. Oppure, a quella volta che il nostro capo ci ha detto che non avremmo ottenuto la promozione promessa che tanto desideravamo.

Eravamo convinti di essere amati, e ci dicono che non siamo fatti l’uno per l’altra. Eravamo sicuri di fare uno scatto di carriera, e ci dicono che il nostro momento non è ancora arrivato.

Il sogno di una vita insieme e quello di una gratifica professionale si infrangono in pochi secondi, e il nostro entusiasmo si trasforma rapidamente in delusione. Ma non vogliamo in alcun modo che la persona di fronte capisca quanto ci siamo rimasti male. Allora al fidanzato o alla fidanzata che ci respinge indossiamo la nostra migliore faccia da poker. E rispondiamo con un semplice “Va bene, credo anch’io che non fossimo fatti l’uno per l’altra”, mentre al nostro capo diciamo “Sarà per la prossima volta!”.

La poker face in psicologia

 La poker face ci viene in aiuto quando qualcuno infrange e calpesta i nostri sogni. In un impeto d’orgoglio, non vogliamo che traspaiano le emozioni negative e il senso di disillusione che ci stanno dilaniando. Così come la stiamo spiegando, la faccia da poker è un fenomeno tipicamente umano, che non osserviamo in altre specie animali (ad esempio, non si è mai visto un cane dissimulare il dispiacere di fronte al rimprovero del padrone).

Un gruppo di studiosi ha cercato di capire un più a fondo quali sono i meccanismi psicologi alla base di questo comportamento. Dal loro studio è emerso che, per apparire neutri e distaccati invece di arrossire e scoppiare in lacrime, attuiamo delle strategie fisiche e cognitive. Le prime ci consentono di controllare le nostre espressioni facciali, mentre le seconde entrano in atto per allontanare e tenere a bada i pensieri negativi.

In poche parole, la faccia da poker è una sorta di maschera che ci permette di rimanere calmi nelle situazioni difficili che viviamo sul lavoro o che colpiscono la nostra sfera personale/affettiva. Di certo non sopprime i sentimenti e le emozioni che stiamo provando (dopo aver appreso la notizia spiacevole, molto probabilmente correremo a casa a disperarci), ma ci aiuta a mantenere il giusto contegno.

Origini dell’espressione poker face nell’uso comune

 I primi a utilizzare il termine poker face fuori dal contesto dei tavoli verdi sono stati dei giornalisti sportivi statunitensi. L’espressione è stata impiegata per descrivere la freddezza del volto di un giocatore nelle situazioni di maggiore stress.

La frase compare quindi in numerose opere letterarie e cinematografiche che raccontano il mondo del poker, come il film cult Rounders con protagonisti Matt Damon e John Turturro.

 Conclusioni

 Avere la faccia da poker è un modo di dire di uso comune derivato dal celebre gioco di carte. La psicologia ci insegna che la poker face è uno strumento utilizzato dal nostro cervello per modulare le emozioni negative durante situazioni particolarmente stressanti.

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