L’ uomo nell’ alto castello, stagione 1: la sorpresa

L’uomo nell’ alto castello ha generato immediatamente grande curiosità. La serie tv è divisa in 4 stagioni. Noi analizzeremo la prima. Quest’ultima è stato oggetto di aspettative piuttosto elevate in quanto trasposizione del romanzo di Dick, ma con notevoli differenze. Infatti lì dove il romanzo si conclude, la serie tv si sviluppa. Questa interruzione  fa in modo che la trasposizione cinematografica  viva di luce propria. L’ episodio pilota ha avuto un successo clamoroso tra gli appassionati del genere. Infatti questa serie tv “innovativa”  è diventata un vero e proprio cult, caratterizzata da ascolti record. Questa è stata una delle ragioni della sua immediata riconferma, in più supportata dalla grande curiosità per la seconda stagione.

 La storia al servizio della fantascienza

La gestazione cinematografica non è stata semplice. Prima che la piattaforma Amazon Prime ne acquistasse i diritti, il tentativo di creare  una serie tv basata sul  romanzo di Dick fu tentato dalla Bbc. Gli episodi dovevano essere quattro. Ma l’ attenzione e la curiosità che è maturata dopo l episodio pilota ha cambiato tutti i programmi. L’ uomo nell’ alto castello, a seguito del successo clamoroso, è stato finanziato immediatamente. La scommessa si è rivelata vincente . La prima stagione è stata prodotta da registi quali Ridley Scott e Frank Spoznik, quest’ ultimo  già sceneggiatore del telefilm  X-Files. Dagli iniziali 4 episodi si è passati a dieci. I registi hanno firmato la  stagione pilota  con una devozione totale alla causa. Infatti è considerata all’ unanimità come una delle migliori serie tv  in assoluto. Ha destato grande interesse la capacità degli autori di unire la storia della prima metà del ‘ 900 al fantasy. Passione da parte dei cultori del genere ampiamente ripagata.

L’ attenzione e la bravura dei registi

L’uomo nell’ alto castello non è un romanzo semplice, tutt’ altro. Esso è caratterizzato da una visione estremamente angosciante e personale dell’ autore  su temi quali il razzismo e nazismo. In altre parole lo scrittore descrive nel romanzo  gli effetti catastrofici del totalitarismo nazista  se la Germania avesse vinto la guerra. Una trama che già dall’ incipit incuriosisce, con la prevalenza   della simbologia a discapito dell’ evolversi narrativo. In questo caso il merito dei registi è stato evidente. Entrambi hanno dato il loro notevole contributo di bravura ed esperienza. La caratterizzazione profonda dei personaggi e la creazione di scenari incredibilmente realistici hanno fatto in modo che gli episodi fossero di un livello decisamente superiore . La vittoria sull’ America tanto del Giappone quanto della Germania nazista rispettano in pieno il clima di inquietudine della scrittura  che viene evidenziata  nelle immagini televisive.

I personaggi e le dinamiche

Nell’ uomo nell’ alto castello si descrivono con minuzia i caratteri dei cosiddette “buoni”. C’ è da dire che queste storie , almeno all’ inizio, non appassionano e sembrano una sorta di “antipasto” alle vicende che si verificheranno in seguito. Episodi che sono legati ai “cattivi” e al loro sviluppo nella trama. La serie tv vive sulle trasformazioni di questi personaggi. Basti pensare a John Smith e i l ispettore Kido. Smith  è il nazista spietato specializzato nella repressione. Quando scopre che il figlio è affetto da un male incurabile le sue granitiche certezze crolleranno. Questo imprevisto lo trasformerà in un personaggio completamente nuovo. Stesso dicasi per l ispettore Kido, un protagonista “sui generis” che non avrà paura di mettere fine alla sua vita . Le sue convinzioni riguardo la drammaticità di un conflitto tra Germania e Giappone lo porteranno al “seppuku” rituale, ossia il suicidio antico dei samurai. Uomini dotati di straordinario carattere la cui evoluzione tragica renderanno gli episodi avvincenti ed interessanti. C’ è posto anche per la figura di Adolf Hitler,  interpretato da Wolf Muser. Il dittatore non sarà descritto così malato e disabilitato come la storia ce lo ha raccontato alla fine della sua vita. Una personalità “chiave” sarà il ministro Tagomi con il suo colpo di scena finale e i mille interrogativi che ne seguiranno nella stagione seguente.  Quindi una prima stagione  da vedere tutta di un fiato che , siamo convinti, non deluderà le attese di chi si è appassionato al romanzo.

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