Il passare del tempo rende imprescindibile qualche ritocco, soprattutto quando si parla di edifici. Può capitare che si voglia mantenere il valore del proprio immobile in linea coi prezzi di mercato, oppure che si voglia mettere a nuovo un appartamento acquistato o ereditato. Se per le stanze come il salotto, o le camere da letto, dare una rinfrescata risulta piuttosto semplice, non si può dire lo stesso dei locali in cui sono presenti lavabi e sanitari, come la cucina e il bagno. In merito a quest’ultimo, a prescindere da quale sia il motivo che spinge alla restaurazione, ci sono diversi fattori che influiscono sul costo finale in proporzione variabile.

Tutto inizia con la scelta dello stile

Il primo parametro da considerare, è la dimensione del bagno. Va da sé che quanto più è grande, maggiore è la quantità di giorni di lavoro e di materiali quali calcestruzzo, intonaco, piastrelle e vernici. Influisce molto anche la personalizzazione, che consiste nell’aggiunta di elementi quali controsoffitti con impianti di aerazione o led, punti luce, nicchie, punti d’acqua addizionali e l’uso di materiali speciali quali resine, marmi o vetrocemento. Non va sottovalutato neanche l’arredamento, che può variare molto se si sceglie di preferire una linea standard di mobili, lavabo e sanitari, rispetto a collezioni di brand celebri e di design, ma oggettivamente più cari. Il bagno è un luogo che può dire molto, a seconda che sia domestico o aziendale. Però è indubbio che sia fondamentale rivolgersi ad un’impresa che possa eseguire il lavoro al meglio, per evitare errori nella posa delle piastrelle e nelle finiture. Fortunatamente oggi si può cercare tra le recensioni online, così che è possibile trovare un idraulico economico a Milano che permetta di ottenere un buon risultato a prezzi adatti a tutti.

Problematiche legate all’agibilità e alla professionalità

C’è un fattore che si tende a sottovalutare, quando si considera di restaurare un bagno. Nello specifico, l’accessiblità al locale può rappresentare un dettaglio non di poco conto. Questo vale soprattutto considerando le spese legate al movimento delle macerie e dei materiali da costruzione, oltre che per quanto riguarda l’eventuale bisogno di permessi e oneri legati all’occupazione del suolo pubblico. La differenza risulta evidente comparando due situazioni tipiche. Un bagno collocato al primo piano di un condominio, nonché dotato di finestra che dà sul cortile interno, risulta nettamente più agibile rispetto a una situazione in cui l’appartamento si trovi al quarto piano di un edificio senza ascensore e davanti al quale risulta difficile parcheggiare un camion. In merito ai permessi, in particolare, vanno tenuti in considerazione se la ristrutturazione prevede la modifica della pianta dell’immobile. Questo include non solo l’aumento o la riduzione della metratura del bagno, ma anche la creazione di un antibagno. Lo stesso vale anche per l’apertura o la chiusura di porte e finestre, oppure per la creazione o la demolizione di un muretto. Insomma, ogni modifica strutturale va notificata, compresa l’eventuale divisione della stanza in due bagni indipendenti. Il tecnico che può realizzare le autorizzazioni deve essere un geometra o un architetto abilitato, perciò occorre mettere in conto anche i costi delle spese burocratiche e della prestazione del professionista.

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