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Negli ultimi anni si è potuto assistere all’inasprimento del dibattito tra chi è a favore della caccia e chi, invece, la vede come una pratica barbara, da vietare definitivamente. Questa è sicuramente la posizione dell’Associazione Animalisti Italiani, che da più di vent’anni ha scelto di combattere i soprusi protratti ai danni della fauna selvatica. Questo nonostante, da un lato, si continui a parlare della cosiddetta “Emergenza ungulati”, alla quale la Regione Toscana si appoggia per giustificare l’attività venatoria, ancora cara a una parte consistente della popolazione. Dall’altra parte i numeri parlano chiaro, definendo un quadro dettagliato della portata del fenomeno: basta sapere che i cinghiali abbattuti nella sola regione del capoluogo fiorentino, nel 2019, ammontavano a 70.090. Questa presunta pratica contenitiva, che non ha mai dato risultati efficaci, non si è fermata nemmeno sotto le più rigide restrizioni anti-covid.

Le parole di Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana e assessore all’agroalimentare, caccia e pesca

In questo dibattito c’è però una novità, introdotta dall’amministrazione regionale Toscana sotto il nome di “Cinghiale Solidale”. L’idea è semplice, terra terra: dare la carne dei cinghiali abbattuti a chi ne ha bisogno. Ma per spiegarla, sono stati tirati in ballo termini che hanno fatto storcere non pochi nasi. Ecco le parole di Stefania Saccardi, assessore all’agricoltura: “Questo progetto ci dà la possibilità di far fronte all’emergenza ungulati e al tempo stesso di distribuire alle persone in difficoltà un prodotto ad alto valore nutrizionale come la carne. Un esempio di economia circolare che permette di ottimizzare le risorse del nostro territorio con un obiettivo non solo ambientale ma sociale”.

L’opinione di Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani

Tutt’altra opinione è quella espressa attraverso le parole del Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani. Secondo il suo punto di vista “si giustifica una strage con un intento solidale presentato addirittura come “esempio di economia circolare”. Caporale fa leva su quelle che potrebbero essere soluzioni più efficaci, basate sulla scienza e sulla prevenzione anziché sugli atti barbarici e inefficaci. L’esperienza pluriennale nella difesa dell’Ambiente è peraltro evidente nella sua proposta, che verte sul “delineare un programma che proponga un efficiente servizio di pulizia del territorio, e soprattutto l’adozione di una soluzione non violenta costituita dai vaccini immuno-contraccettivi, la cui efficacia risulta da tempo comprovata”.

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L’associazione Animalisti Italiani

L’Associazione Animalisti Italiani, fondata nel 1998, ha all’attivo diverse campagne per la salvaguardia della fauna, sia selvatica che domestica. Il suo operato si estende non soltanto alle manifestazioni, alle raccolte di firme e di fondi e alle proposte di legge. I volontari dell’associazione si occupano anche delle azioni dirette nonviolente e dei blitz, oltre che delle denunce per maltrattamento e della cura diretta degli animali seviziati o abbandonati. Le loro attività sono documentate sul sito ufficiale degli Animalisti Italiani e possono essere supportate in diversi modi. Se da un lato si può collaborare diventando socio o volontario, oppure adottando gli animali salvati, dall’altra è possibile destinare il 5×1000 o fare una donazione agli Animalisti Italiani. Una scelta che fa bene a tutto il territorio nazionale.

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