quanto guadagna un tirocinante
quanto guadagna un tirocinante

Quanto guadagna un tirocinante, che stage o meno svolge un vero e proprio lavoro? Quella svolta da un tirocinante qualunque è un’attività di formazione che serve come orientamento o riqualificazione dentro un’azienda o uno studio qualunque. In questo caso non si lavora con dei datori di lavoro ma a favore di organizzazioni che ospitano il tirocinante. Tutto per permettergli di imparare a svolgere un mestiere in particolare e poi orientarsi nel mercato del lavoro.

Ci sono vari tipi di tirocinio, c’è quello curricolare ed anche quello di reinserimento, ma i più diffusi sono gli extracurricolari. In assenza di un rapporto di lavoro, il tirocinio non dà diritto alla retribuzione. Alcuni stage però, per esempio l’extracurricolare, danno diritto ad un rimborso spese, oppure ad un compenso.

Quanto guadagna un tirocinante che svolge lo stage extra curricolare?

In particolare, lo stage extra curricolare dà diritto ad un compenso minimo di 300 euro che però può anche essere aumentato in base alle Regioni di riferimento. Per esempio in Piemonte ed in Abruzzo per 40 ore settimanali il compenso è di 600 euro mensili. Altre Regioni tra cui Sicilia, Veneto, Umbria, Molise e Friuli-Venezia e la Provincia di Trento danno uno “stipendio” di 300 euro a fronte di 20 ore settimanali.

In Veneto vengono riconosciuti in aggiunta i buoni pasto, in Lombardia, Campania e Lazio il guadagno è di 400 euro mensili, in Toscana ed in Friuli-Venezia Giulia 500 euro mensili sempre con 40 ore settimanali. In Puglia il compenso minimo mensile è di 450 euro più incentivi al termine del percorso.

Come funziona? Ecco chi può fare domanda

Il tirocinio formativo e di orientamento extracurricolare è adatto più che altro ai neolaureati o ai neodiplomati che vogliono provare ad entrare a piccoli passi nel mondo da sempre desiderato. Lo possono fare quindi i disoccupati, i beneficiari di strumenti di sostegno al reddito, i lavoratori che per qualche motivo sono a rischio di disoccupazione, i lavoratori già occupati alla ricerca di nuovo impiego, i disabili e le persone svantaggiate. E poi ancora chi necessita di protezione internazionale anche se titolari di status di rifugiato, le vittime di violenza e di sfruttamento di organizzazioni criminali.

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