Tra le novità fiscali del Decreto Sostegni più discusse ed attese, c’è lo stralcio cartelle fino a 5.000 euro. Insieme alla cancellazione delle cartelle, è stato annunciato un piano di riforma della riscossione che, entro 60 giorni, sarà disegnato dal MEF.

Riguardo allo stralcio delle cartelle previsto dal Decreto Sostegni entrato in vigore il 23 marzo 2021, non tutti i debiti saranno cancellati.

Per conoscere dettagli, modalità e date dello stralcio cartelle, bisognerà attendere un nuovo decreto da parte del MEF, da emanare entro 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto Sostegni.

Vediamo quali debiti sono inclusi dalla procedura, quali sono esclusi ed i beneficiari del condono fiscale.

Stralcio cartelle fino a 5.000 euro: beneficiari e requisiti

I beneficiari ed i requisiti necessari per usufruire dello stralcio cartelle vengono indicati nell’art. 4 del Decreto Sostegni 2021.

La cancellazione automatica prevista dal condono fiscale introdotto dal nuovo decreto firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi non è per tutti.

La platea di beneficiari include:

– persone fisiche con reddito imponibile 2019 non superiore ai 30mila euro;

– soggetti diversi dalle persone fisiche con pari requisiti, ovvero reddito imponibile fino a 30mila euro conseguito al 31 dicembre 2019.

Insieme al reddito 2019 fino a 30.000 euro, è fondamentale che i debiti non superino i 5.000 euro e che siano stati affidati agli agenti di riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010.

Stralcio cartelle fino a 5.000 euro: debiti inclusi nel Decreto Sostegni

Rientrano nell’annullamento automatico i debiti:

– riferiti ai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010;

– carichi ricompresi nella rottamazione ter e nel saldo e stralcio delle cartelle senza rimborso degli importi versati precedentemente all’entrata in vigore del Decreto Sostegni. Per le somme versate dopo, l’importo pagato per il carico cancellato verrebbe imputato alle rate dovute per altri eventuali debiti inclusi nelle agevolazioni, oppure a debiti in scadenza o scaduti. Se il contribuente non ha pendenze con l’Erario, la somma già versata verrebbe rimborsata.

Come detto, le cartelle non possono superare i 5.000 euro: l’importo del debito è comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni.

Rientrano nel condono fiscale anche:

– Imu;

– Tasi;

– multe;

– bollo auto.

Saranno complessivamente 16 milioni le cartelle da cancellare automaticamente, senza alcun onere da parte dei contribuenti.

Stralcio cartelle: debiti esclusi dalla cancellazione

Restano esclusi dal condono i seguenti debiti previsti nell’art. 3, c. 16 del Dl n. 119/2018:

– debiti dovuti per il recupero di aiuti di Stato (art.16 del Regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015);

– multe, ammende e sanzioni dovute per sentenze penali di condanna;

– crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;

– IVA riscossa all’importazione;

– risorse proprie tradizionali ai sensi dell’art.2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014;

– sanzioni non riferite a violazioni tributarie o violazione degli obblighi riguardanti contributi e premi dovuti agli enti previdenziali.

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