Nell’attuale periodo di pace fiscale, si prevede l’estinzione automatica di molte cartelle esattoriali (d’importo inferiore ai 5mila euro). Non vale per tutti e, in questo focus, spieghiamo come fare ricorso cartella esattoriale.

In certi casi, il contribuente ha il diritto di impugnare la cartella di pagamento, in particolare quando la richiesta di pagamento non sussiste.

Ricorso Cartella esattoriale: a chi rivolgersi?

Con la cartella esattoriale l’Equitalia invita il contribuente a pagare somme iscritte a ruolo, ovvero non versate a vari enti pubblici (Agenzia delle Entrate, INPS, Comuni, Regioni) avvisandolo che, in mancanza del pagamento richiesto, procederà all’esecuzione forzata.

Un contribuente che riceve una cartella esattoriale e la ritiene infondata o illegittima può impugnarla in via giudiziale e fare ricorso.

In tal caso, sarà necessario individuare il giudice competente in base al tipo di tributi, multe o contributi previdenziali oggetti della richiesta.

Vediamo a chi rivolgersi per i singoli casi.

Ricorso Cartella esattoriale alla Commissione tributaria provinciale

Se la cartella esattoriale ha come oggetto la richiesta di pagamento di una somma a titolo di imposte e tasse, il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica alla Commissione tributaria provinciale competente.

Il ricorso, che costituisce una domanda motivata rivolta al giudice dal contribuente, deve contenere:

– l’indicazione della Commissione tributaria provinciale di competenza, dove ha la residenza il contribuente (ai sensi dell’art. 18 del Decreto legislativo n. 546/1992);

– generalità e codice fiscale della persona fisica o giuridica che fa ricorso;

– indirizzo PEC (posta elettronica certificata) che solitamente è quello del difensore di chi fa ricorso;

– controparte, l’ente che ha emesso la cartella esattoriale e numero della stessa cartella impugnata;

– oggetto del ricorso e motivi dell’impugnazione della cartella esattoriale finalizzata all’annullamento (totale o parziale) dell’importo richiesto.

Il ricorso va sottoscritto dal difensore del contribuente (avvocato, consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere), pena l’inammissibilità.

Il contribuente può fare ricorso autonomamente per controversie d’importo fino a 3mila euro.

Ricorso al Tribunale

In caso di cartella esattoriale in cui si richiede il pagamento di crediti previdenziali, il ricorso va fatto al Tribunale (sezione Lavoro) dove ha la residenza entro:

– 20 giorni dalla notifica per vizi di irregolarità formale o legati alla notificazione della cartella;

– 40 giorni dalla notifica per vizi di merito sulla richiesta di pagamento.

Ai sensi dell’art. 414 del Codice di procedura civile, il ricorso deve contenere:

– dati anagrafici di chi fa ricorso e della controparte;

– l’indicazione del giudice;

– l’oggetto e la motivazione della domanda;

– l’indicazione dei documenti e dei mezzi di prova di cui il contribuente intende avvalersi.

Se l’importo della cartella è inferiore a 129,11 euro, il ricorrente può stare in giudizio senza un difensore.

Ricorso Cartella esattoriale al Giudice di pace

Bisogna rivolgersi al Giudice di Pace di competenza se la cartella esattoriale richiede il pagamento di multe per violazione del Codice della Strada. Il ricorso, in questo caso, va presentato entro 30 giorni dalla notifica.

Se l’importo richiesto nella cartella esattoriale supera i 1.100 euro, il ricorrente deve essere assistito da un avvocato iscritto all’albo.

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