Oramai è certo che l’anno 2021 sarà l’ultimo anno della misura previdenziale Quota 100. Ma che ne sarà di Quota 41 e di Quota 102?

Sul Dossier delle pensioni non sembrano esserci più dubbi visto che il Governo Draghi ha specificato nella bozza del Recovery Plan l’introduzione di misure di flessibilità, che saranno riservate solamente alle “categorie con mansioni logoranti”.

Pensioni, l’addio definitivo a Quota 100

“In tema di pensioni, la fase transitoria di applicazione della cosiddetta Quota 100 terminerà a fine anno e sarà sostituita da misure mirate a categorie con mansioni logoranti”,

è quanto formalizzato nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Dal primo gennaio 2022 con l’addio definitivo a Quota 100 (62 anni d’età e 38 di contributi), si torna al Regime Fornero con l’uscita dal mercato occupazionale a 67 anni o con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 per le donne).

Lo stop definitivo accontenta Bruxelles che ha chiesto di garantire la sostenibilità del sistema previdenziale.

Ma adesso occorrerà sciogliere un nodo fondamentale: limitare l’impatto dello “scalone” tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022.

Una volta scaduta Quota 100 ci potrebbero essere interessanti agevolazioni per i lavoratori usuranti, un’ulteriore proroga dell’Ape sociale e dell’Opzione donna, oltre ad un rafforzamento dei contratti d’espansione.

Altre opzioni sul tavolo sono Quota 41 e Quota 102.

Pensioni: che sarà di Quota 41?

Allo studio del Dossier Pensioni spunta Quota 41: si tratta di una misura sostenuta da tempo dai Sindacati e anche dalla Lega, che consente l’uscita ai lavoratori al raggiungimento del quarantunesimo anno di contribuzione a prescindere dall’età.

Tale misura previdenziale consente l’accesso alla pensione con soli 41 anni di contributi ai lavoratori precoci.

Tra le proposte sul tavolo per riformare l’attuale sistema previdenziale c’è l’ipotesi di Quota 41 per tutti, che verrà calcolata interamente con il sistema contributivo.

Tuttavia, l’introduzione di una pensione per precoci estesa a tutti i lavoratori sarebbe fortemente penalizzante.

In buona sostanza, Quota 41 per tutti si concretizzerebbe in una riduzione dell’assegno previdenziale anche fino al 25% o 30%.

Pensioni: e Quota 102?

Tra le opzioni in campo ci sarebbe Quota 102: si tratta di una misura previdenziale che consentirebbe l’uscita anticipata con almeno 63-64 anni d’età e 39-38 anni di versamenti contributivi.

Questa misura potrebbe sostituire Quota 100. Quota 102 dovrebbe prevedere uno sconto contributivo per le categorie più svantaggiate:

  • caregivers con una riduzione contributiva di un anno per chi assiste un familiare con grave handicap da almeno 5 anni;
  • lavoratrici donne con una riduzione contributiva di otto mesi per ogni figlio fino a massimo di 2 anni;
  • lavoratori precoci con una maggiorazione del 25% degli anni lavorativi prestati tra i 17 e i 19 anni per coloro che hanno maturato almeno 12 mesi di contributi previdenziali.

x
Previous articleYou&Meat lancia la linea barbecue: 6 proposte gourmet ispirate alla tradizione americana
Next articlePensioni: qual è la differenza tra anzianità assicurativa e contributiva?