Le Partite IVA Forfettarie hanno diritto al Bonus IRPEF 100 euro solo se non producono esclusivamente redditi da lavoro autonomo.

Lo scorso anno il Bonus IRPEF 100 euro è stato riconosciuto per 6 mesi ai lavoratori dipendenti, sia del settore privato che pubblico.

Il bonus spetta ai lavoratori dipendenti che si trovano nella fascia di reddito tra i 8.174 e 40.000 euro.

Bonus IRPEF 100 euro: spetta anche alle Partite IVA Forfettarie?

Per avere diritto al Bonus IRPEF 100 euro è quello di avere un reddito da lavoro dipendente o assimilati.

I titolari di Partita IVA Forfettarie con redditi derivanti solo da lavoro autonomo non hanno diritto ai cento euro di bonus.

I contribuenti in regime forfettario devono essere in possesso di determinati requisiti.

Sono esclusi dalla percezione del bonus IRPEF 100 euro:

  • i contribuenti il cui reddito complessivo non è formato dai redditi indicati dall’articolo 1 del Decreto;
  • i contribuenti che non hanno un’imposta lorda generata da redditi superiore alle detrazioni spettanti;
  • i contribuenti che, pur avendo un’imposta lorda superiore alle detrazioni, sono titolari di un reddito complessivo eccedente ai 28.000 euro.

Il bonus IRPEF 100 euro arriverà anche a disoccupati con Naspi e coloro che già ricevono altre prestazioni economiche a sostegno del reddito, come l’indennità di tirocini, l’indennità di maternità, la cassa integrazione e il congedo di paternità.

Bonus IRPEF 100 euro: importo

Il Bonus IRPEF viene erogato mensilmente e non può superare i 1.200 euro all’anno.

Il bonus Irpef potrebbe essere soggetto all’obbligo della restituzione nel caso in cui il lavoratore debba fare il conguaglio dei redditi da lavoro dipendente con redditi di altro tipo.

L’importo spettante decresce all’aumentare del reddito e non concorre alla formazione del reddito stesso ai fini Irpef.

Bonus IRPEF 100 euro: è necessario presentare la domanda?

Per ottenere il Bonus IRPEF 100 euro non è necessario presentare alcuna domanda, ma verrà erogato in maniera automatica.

Bonus IRPEF 100 euro: è allarme conguaglio

Con l’innalzamento della soglia reddituale c’è un rischio in più: per tutti coloro che superano il tetto di 28.000 euro il Bonus IRPEF non viene considerato un credito d’imposta, ma una detrazione dal reddito complessivo.

A fine anno, in sede di conguaglio, molti lavoratori rischiano di ricevere una comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, con la richiesta di restituzione del bonus IRPEF.

Il Segretario Confederale UIL Domenico Proietti sottolinea:

«Ci fu assicurato che sarebbero stati introdotti tutti gli accorgimenti legislativi per evitare questo rischio. Oggi, in presenza di questa eventualità chiediamo al governo ed al parlamento di introdurre tutti i correttivi volti a salvaguardare l’efficacia di questo intervento anche in vista della più complessiva, annunciata, riforma fiscale».

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