Come coltivare la calendula e prendersene cura

Pianta diffusa, ma spesso sottostimata, la calendula è preziosa per i suoi molteplici usi. Appartenente alla famiglia delle Asteracee (o composite) ha proprietà antinfiammatorie, è utilizzata anche nella cosmesi, ed è commestibile

I suoi petali possono arricchire insalate, risotti e zuppe, conferendogli un sapore agrumato ed estremamente piacevole. Basta far essiccare i petali prima, fino a che non diventino piccoli e facilmente polverizzabili. 

Inoltre, grazie alle sue proprietà fitoterapiche, dalla calendula è possibile ottenere ottimi oli essenziali contro le bruciature e infiammazioni varie. Una pianta poliedrica, che è possibile coltivare anche a casa propria. Scopriamo come.

Dove coltivare la calendula

Questa pianta perenne o annuale (se seminata a casa) non richiede rigidi requisiti. È possibile coltivarla in vaso (ma non dentro casa), nell’orto, fino a 2000 metri di altezza (con il progredire dell’altitudine, il suo colore diventerà sempre più arancio o giallo acceso). Il terreno in cui si trova dev’essere ben soleggiato e ventilato. 

La calendula va in fioritura in piena estate e resiste fino alla fine di settembre. Ma, in casa, può essere anche seminata d’inverno.

Cura calendula e precauzioni

Il terriccio da usare per seminare la vostra calendula dev’essere ricco, cioè deve contenere molte sostanze organiche, e una minima quantità di sabbia per drenare efficacemente l’acqua. Bisogna scegliere un luogo inizialmente un po’ ombreggiato per collocare la piantina, dopo la germinazione potrete trasferirla in un luogo più soleggiato. 

Interrate i semini con delicatezza. Se vengono collocati in un orto o nel giardino, ricordatevi di porre 7 piantine per metro quadrato. Se invece utilizzate un vaso, sceglietelo di grandi dimensioni.

La calendula va innaffiata regolarmente fino alla quinta o sesta settimana, dopo, riducete. Fate una pausa di tre o quattro giorni, per poi riprendere con la stessa quotidianità. Irrigate dal basso, non dalle foglie in giù. 

Dopo 15 giorni dovrebbe avvenire la germinazione. Il primo raccolto avviene dai 55 ai 60 giorni. La calendula è in grado di autoseminarsi. Ogni anno potrete vederla rifiorire. 

Se utilizzate le lampade per l’esposizione alla luce, dovrete seguire il ciclo delle stagioni:

  • 12 ore di esposizione per 4 settimane;
  • 16 ore nelle settimane seguenti (4 o 5 sett.)
  • 10 ore al giorno dopo.

È importantissimo scegliere una posizione in cui la pianta sia ben ventilata e concimarla con il potassio. 

La calendula si sviluppa in altezza fino a 60 centimetri, non è troppo ingombrante e con la sua fioritura diffonde un odore che ricorda lievemente quello del limone. 

Le origini della calendula

La calendula, proveniente dal Mediterraneo, è diffusa un po’ ovunque sul territorio italiano. Ogni regione ha il suo modo di chiamarla: Calenna (Lazio), Carsennula (Sicilia), ecc…

La possiamo trovare anche in altre nazioni, come la Francia, dove viene chiamata “souci”. La sua adattabilità è tale che, nonostante la sua provenienza, è riuscita ad essere esportata anche nei Paesi più freddi e ad adattarvisi. 

Il suo nome deriva dal latino “calendae, che indicava il primo giorno di ogni mese. Questo riferimento è dovuto alla sua fioritura, che dura tutto l’anno.

Ha una storia lunga nei secoli, e ancora oggi si scoprono nuovi usi e applicazioni per la fitoterapia, la cosmesi e la cucina. Facile da coltivare, ma preziosa, la calendula è una pianta che potrete adattare facilmente alla vostra quotidianità domestica. 

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