A partire da metà 2021 ci potrebbe essere la riforma fiscale, che parte dall’Irpef per ristabilirne la progressività.

La priorità della riforma fiscale è l’Irpef, che ha perso le caratteristiche fondamentali della progressività e dell’equità.

Il testo del DEF, approvato in data 15 aprile 2021, per ora è consultabile solo in bozza.

La riforma fiscale sarà collegata anche agli sviluppi a livello comunitari e globale e saranno riformati i meccanismi di riscossione.

Riforma fiscale 2021: la revisione dell’Irpef

La priorità della riforma fiscale resta in ogni caso l’Irpef che ha perso le caratteristiche di progressività e viola i criteri di equità verticale e orizzontale.

Il Presidente del Consiglio ha parlato della necessità di riformare anche il sistema delle aliquote Irpef.

L’idea di fondo sarebbe quella di garantire un più elevato livello di progressività: l’aliquota Irpef si calcola su cinque scaglioni di reddito.

Mantenendo il reddito al di sotto dei 28.000 euro si resta nello scaglione Irpef del 27%, mentre superando il tetto dei 28.000 euro si passa allo scaglione Irpef del 38%.

Riforma fiscale 2021: prelievo mensile per le Partite IVA

Tra le novità che il Governo Draghi sembra intenzionato ad introdurre una modifica alle modalità con cui si andranno a riscuotere le tasse dovute dai lavoratori con Partita IVA.

La Commissione Finanze ha proposto che venga effettuato un prelievo mensile per un anno.

Per i titolari di Partita IVA ci sarebbe l’abolizione dell’IRAP, che non rappresenterebbe una riduzione della pressione fiscale per chi fosse interessato dalla rettifica.

Riforma fiscale 2021: si va verso l’abolizione della ritenuta d’acconto?

Una novità introdotta con la riforma fiscale riguarda l’abolizione della ritenuta d’acconto.

Nell’ambito di un rapporto di collaborazione occasionale il datore di lavoro è tenuto a versare in qualità di sostituto d’imposta una parte della somma versata a titolo di Irpef per il collaboratore.

La ritenuta d’acconto si attesta sul 20% ed è quella parte del compenso che il datore di lavoro, titolare di Partita IVA, versa nelle casse dello Stato.

Il vicepresidente della Commissione Finanze, Riccardo Gusmaroli, propone l’abolizione della ritenuta d’acconto.

Riforma fiscale 2021: si passa a sole due aliquote IVA?

Tra le novità che verranno introdotte con la riforma fiscale del Governo Draghi c’è la possibilità di passare dalle 4 a 2 aliquote IVA.

L’aliquota ordinaria dovrebbe passare dal 22% al 20-21%, mentre l’aliquota ridotta potrebbe essere fissata tra il 5% e il 10%.

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