Entro fine anno 2021 sarà la volta di dire addio a Quota 100 e dopo che succederà? Tra le varie ipotesi allo studio nel Dossier Pensioni c’è Quota 102, che prevede l’uscita con 38 anni di contributi e 64 anni d’età.

Una misura previdenziale che potrebbe essere rinforzata allo scadere di Quota 100 è l’Ape Sociale, che permette l’uscita dai 63 anni d’età con 36 anni di contributi.

Si tratta di una misura adattabile alle lavoratrici e lavoratori anche non impiegati in mestieri gravosi, anche se bisogna prestare attenzione alla penalizzazione per ogni anno d’anticipo.

Pensioni dopo Quota 100: maggiori tutele per i lavoratori

Al centro della Riforma Pensioni si discute sulle maggiori tutele per i lavoratori fragili.

È da tempo che il Presidente dell’INPS Tridico ha messo in evidenza la necessità di istituire un sistema basato sulla flessibilità in uscita.

“Più che pensionamento anticipato per tutti io studierei la possibilità di andare in pensione prima solo per alcune categorie di persone. A cominciare dai lavoratori fragili, immunodepressi, oncologici”,

ha sottolineato il Presidente INPS.

Pensioni Post Quota 100: in arrivo Quota 102?

Anche se non c’è nulla di certo è probabile che dal 1 gennaio 2022 una delle ipotesi più gettonate sia Quota 102 in sostituzione di Quota 100.

Si tratta di una misura previdenziale proposta ma non ancora vagliata.

Con la misura previdenziale Quota 102 dovrebbe essere confermato il cumulo contributivo ma non l’età minima di accesso.

Pertanto, l’uscita anticipata dal lavoro verrebbe riconosciuta ai soggetti con almeno 64 anni e con almeno 38 anni di contribuzione.

La misura previdenziale prevedrebbe delle agevolazioni ad hoc, destinate a determinati lavoratori e lavoratrici.

Lo “sconto” contributivo verrebbe riconosciuto a donne, caregivers e lavoratori precoci.

Le agevolazioni prevederebbero riduzioni contributive pari a 12 mesi per i c.d. caregivers, oltre ad una riduzione di 8 mesi sui contributi richiesti per ogni figlio per le donne (fino a un massimo di 2 anni).

Inoltre, sarebbe prevista una maggiorazione del 25% degli anni di lavoro prestati tra i 17 e i 19 anni per i lavoratori precoci.

Pensioni Post Quota 100: che ne sarà di Quota 41?

Cosa potrebbe cambiare dal 2022 per Quota 41? Si tratta di una misura di anticipo pensionistico destinata ai lavoratori precoci.

Questa misura prevede l’uscita dal mondo del lavoro con 41 anni di contribuzione a prescindere dall’età anagrafica.

Tra le proposte sul tavolo per riformare l’attuale sistema previdenziale c’è l’ipotesi di Quota 41 per tutti.

Tale misura previdenziale prevederebbe una riduzione dell’assegno pensionistico fino al 30%.

Già dal 2021 la misura previdenziale Quota 41 potrebbe essere estesa a nuove categorie di lavoratori.

Il lavoratore precoce che voglia andare in pensione con Quota 41 deve essere in possesso di uno dei seguenti requisiti:

  • essere un lavoratore con invalidità con percentuale pari o superiore al 74%;
  • aver svolto mansioni gravose o usuranti;
  • essere un caregiver che assiste, da almeno sei mesi, un familiare con disabilità anche grave.

 

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