Nonostante la sospensione di 15 milioni di atti, il Fisco è pronto a ripartire con una “valanga” di accertamenti, lettere di compliance ed avvisi bonari.

La macchina burocratica dell’Agenzia delle Entrate si è rimessa in moto dopo il blocco imposto dall’Esecutivo a seguito dell’emergenza innescata dalla pandemia.

Adesso i rinvii e le proroghe sono terminati, l’Amministrazione fiscale è pronto a riprendere le proprie attività di monitoraggio e di accertamento.

Sono ben 15 milioni gli atti, fra accertamenti, lettere di compliance ed avvisi bonari da notificare ai contribuenti italiani.

Fisco: riprendono gli accertamenti e le notifiche

Secondo quanto previsto dal Decreto Sostegni varato dall’Esecutivo Draghi resta sospesa la notifica delle cartelle esattoriali, ma si tratta di una sospensione temporanea visto che questo blocco giungerà al termine questo mese.

Il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha siglato il provvedimento che ha ufficializzato la ripresa delle notifiche, che saranno notificate a scaglioni nell’arco di 10 mesi.

L’Amministrazione fiscale è intenzionata a partire con l’invio degli atti più vecchi. Dunque, secondo quanto riporta lo stesso Fisco sembra che non ci sia alcuna proroga relativa all’invio delle cartelle esattoriali.

Dal mese di maggio la notifica degli atti riprenderà a scaglioni e dovrebbero essere smaltite in circa 24 mesi.

Fisco, ripresa notifica cartelle esattoriali: gli emendamenti correttivi

Sono stati proposti diversi emendamenti correttivi al Decreto Sostegni inerenti la situazione fiscale.

Tra le proposte avanzate c’è quella di estendere i benefici alle cartelle esattoriali fino all’anno 2015.

Forza Italia ha avanzato la richiesta di aumentare il limite delle cartelle da sottoporre a stralcio e di elevare la soglia reddituale (da 30 a 40.000 euro) prevista per poter usufruire della sanatoria.

Fisco, valanga di accertamenti in arrivo: chi rischia?

Le prime notifiche riguarderanno: contestazioni; accertamenti; irrogazione di sanzioni; liquidazione; rettifica recupero e crediti di imposta, i cui termini di decadenza sono scaduti tra l’8 marzo e il 31 dicembre 2020.

La viceministra dell’Economia Laura Castelli sottolinea:

“Penso che serva una rottamazione ‘quater’ per gli anni dal 2016 al 2019 per dare respiro a quei contribuenti con morosità incolpevoli.

Un nuovo saldo e stralcio potrebbe evitare la notifica di milioni di cartelle“.

Per le obbligazioni tributarie fino a 100.000 euro è possibile inoltrare richiesta di dilazione senza la necessità di dover presentare la documentazione che attesti lo stato di disagio e di incapacità nell’adempiere il debito.

 

 

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