L’osservatorio INPS sul lavoro precario ha rilevato che la differenza tra l’ammontare delle assunzioni e le cessazioni nel 2020 ammonta, secondo l’ultimo conteggio fatto a dicembre, a 660.000 lavoratori in meno rispetto al 2019. Il dato è il risultato di una crescita per i nuovi contratti a tempo indeterminato che sono aumentati di 259.000 unità e di un calo notevole e generalizzato per l’insieme delle restanti tipologie contrattuali. Per queste ultime si è rilevato un -919.000 lavoratori in meno al 31 dicembre.

Economia, crollo del lavoro precario. C’è sempre meno lavoro

In particolare, è evidente un’ intensa contrazione dei contratti di lavoro a termine che totalizzano 493.000 unità in meno. I dati tengono conto del blocco dei licenziamenti deciso dal Governo per fronteggiare l’emergenza Covid. Entrando nel dettaglio, il saldo su base annua a dicembre dei rapporti di lavoro in essere nel settore del commercio, della ristorazione e dell’alloggio totalizza un saldo negativo a dicembre di 370.346 unità in meno. Con crollo in particolare per i contratti stagionali e temporanei che si riducono di 452.387 unità.

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