Ripartire dalle periferie . Assolombarda, Fondazione Sodalitas e Fondazione Cariplo hanno realizzato una ricerca sul campo. Scopo, verificare l’impegno e le esperienze delle imprese nell’area milanese per la riqualificazione globale del territorio. Partendo non solo, ma in primis dalle periferie.

Periferie, come si realizza il cambiamento

Il Coronavirus, lo sanno tutti, ha causato un enorme sconvolgimento in ogni settore. Dai  rapporti interpersonali alla società d’impresa. Per ripartire al meglio servono coesione e inclusione sociale. Il punto di ri-partenza nelle grandi città come Milano, sono, come detto prima, le periferie. Luoghi generalmente più “distanti” e più arretrati rispetto al centro. Assolombarda, Fondazione Sodalitas e Fondazione Cariplo hanno messo a punto un confronto per attivare la strategia migliore nella ripartenza globale. Cominciando, ovviamente, dalle imprese.

Il modus operandi della ripartenza

Per riattivare le risorse imprenditoriali e arrivare ad uno sviluppo complessivo del gruppo industriale, si rende necessaria una certa unione di tutte le parti in causa. I dati di una ricerca condotta su 126 aziende parlano chiari. Il 35% si sono attivate utilizzando in tal senso l’arma, impropria se così la si vuol chiamare, della “donazione”. In termini di percentuale, “Il 32% delle imprese attive in tale ambito, infatti, dona beni o servizi e il 30% dona denaro. Le sponsorizzazioni sono utilizzate dal 24% delle imprese, il volontariato d’impresa dal 21% e una quota analoga riguarda le imprese impegnate direttamente nella progettazione degli interventi”. Verificando i bisogni affrontati dagli interventi assunti dalle ditte, i temi prevalenti sono l’inclusione sociale , il miglioramento della salute e la realizzazione di infrastrutture per il quartiere. Per una rinascita futura si sono affrontati argomenti che insistono soprattutto sull’inclusione sociale e la globale socializzazione.

Periferie, i temi per la ripartenza

Analizzando i singoli dati si è infine arrivati ad una classificazione dei bisogni. Del quartiere e in generale dell’intera comunità. Altro tema di rilievo, sempre trattando la ripartenza, è la collaborazione con gli enti del territorio. Certo perchè le imprese collaborando con gli enti locali possono realizzare progetti seri per una crescita generale. Infine, altro punto da considerare, c’è l’interesse nel sostenere le iniziative future. Un’alta percentuale delle imprese ha confermato “il proprio interesse a sostenere iniziative di rigenerazione e sviluppo territoriale realizzate da soggetti pubblici e nonprofit o Fondazioni di Comunità nel proprio territorio”.

La riqualificazione

Oltre il 90% delle aziende hanno la certezza della ripartenza. E di ricominciare dalla riqualificazione sociale. Con progetti non ancora realizzati e altri da mettere in cantiere per il futuro. Non è tutto. Sono stati presi anche in seria considerazione non solo “argomenti” per la riqualificazione urbana. Ma anche “nuove bozze” che mirino a una coesione delle comunità di assoluto interesse collettivo per tutto Hinterland Milanese.

I progetti

Circa una ventina di progetti “generosi” in questo senso. Sono coinvolti, enti, piccole e grandi imprese. Tra queste, è bene ricordare alcuni rilevanti nomi: a2a,
Bayer, Bracco, NTT DATA Italia, Fondazione Snam, Fondazione Banco dell’Energia, Fondazione Cariplo, Fondazione Falck, Sistemi Urbani (Ferrovie dello Stato), KPMG, Saint-Gobain, Enel, Nike, IGPDecaux, Politecnico di Milano, Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, Samsung Italia, Solvay, Mapei, Zeta Service.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here