Cecilia Strada: marito, figli, cosa fa

Nata a Milano il 12 marzo del 1979, Cecilia Strada è una filantropa e saggista italiana, nonché ex presidente della ONG Emergency. Cecilia è conosciuta anche per essere la figlia del noto Gino Strada.

Laureata in Sociologia all’Università degli Studi di Milano Bicocca, nel 2009 – a soli 30 anni – è stata eletta presidente di Emergency al posto della madre, che era venuta a mancare qualche mese prima. Qui, vi è rimasta fino al 2017. Cecilia è sposata con Maso Notarianni e insieme hanno un figlio.

Nel corso della sua carriera, si è occupata di seguire le attività di vari ospedali dell’organizzazione e ne ha curato i rapporti a livello locale. Da sempre è convinta che debba esserci bisogno di una modifica nelle relazioni internazionali, tra commercio e rispetto dei diritti umani.

Nel 2018, Cecilia Strada ha vinto il Premio Nazionale Cultura della Pace:

Per le molteplici attività svolte, per la sua opera sociale all’interno di un’associazione, così come per il lavoro di informazione, controinformazione e testimonianza riguardo ai teatri di guerra e alle possibili soluzioni da adottare. Tutto ciò ha permesso e permette a molti di conoscere realtà complesse, di aprire orizzonti diversi e di creare spazi di impegno decisivi per il progresso della società.

Cecilia Strada: contro il padre

Quando Cecilia ha annunciato le proprie dimissioni da presidente di Emergency, molti hanno ipotizzato ci fossero delle tensioni tra lei e il padre Gino, perché nessuno dei membri dell’ONG si è espresso pubblicamente sulla decisione di Cecilia di lasciare l’organizzazione. Lei, invece, con un post su Facebook aveva detto:

Ieri si è conclusa la mia lunga avventura con Emergency. Sono stati anni importanti, difficili, entusiasmanti; è stato un privilegio per me fare il mio pezzettino per nutrire, crescere e portare nel mondo questa idea di medicina e diritti umani. È stata anche l’opportunità per conoscere tante persone straordinarie: grazie. A lei va il solito augurio, quello che ha orientato la mia bussola in tutti questi anni: che diventi inutile, bella mia; che tu possa finalmente vedere gli ospedali di guerra svuotarsi di feriti e riempirsi di rose. Io continuerò in ogni modo a darmi da fare per lo stesso obiettivo, comunque prosegua la mia strada: avanti tutta. E buona giornata, a lei, a voi.

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