I ricercatori australiani hanno stabilito che prodotti come pane, formaggio e preparati a base di carne lavorata, sono tra i primi alimenti che contribuiscono alla dieta dell’essere umano. Questi sono anche ricchi di sodio e a tal proposito sono i soggetti principali della riforma del sale alla quale si sta lavorando nel paese. Un nuovo studio, esorta il governo a prestare maggiore attenzione alla riformulazione di questi alimenti, in modo che il loro consumo possa portare ad impatti più positivi sulla salute dei consumatori.

Lo studio è stato condotto dal George Institute of Global Health, che ha utilizzato l’analisi di modellazione per dimostrare quali potrebbero essere le conseguenze derivanti da una riduzione degli acquisti di sale da parte delle famiglie australiane, in seguito all’attuazione del programma governativo. Per lo studio sono stati utilizzati i dati Nielsen di 7.188 famiglie locali.  Questa “riforma del sale” è chiamata Healthy Food Partnership. E’ un programma realizzato dal Dipartimento della Salute australiano (DOH) e mira a “consentire ai produttori di alimenti di apportare cambiamenti positivi” fornendo alle aziende una serie di obiettivi in merito alle quantità di sodio per 27 categorie di alimenti da riformulare.

I dati della ricerca sui risultati dell’Healthy Food Partnership

“Nessuna ricerca prima d’ora ha valutato il potenziale impatto degli obiettivi di riformulazione a livello di categoria alimentare in Australia e non ci sono ma state prove che mostrano gli impatti di una riforma sul sodio. Tali dati possono essere una fonte di informazione e aiutare sia il governo che i produttori alimentari in merito agli alimenti nei quali si potrebbe ridurre l’utilizzo di sodio”, ha affermato a FoodNavigator-Asia la ricercatrice a capo dello studio Daisy Coyle.

“Abbiamo scoperto che gli obiettivi del programma includono il 16,1% di tutti i prodotti unici acquistati dagli australiani (4.307 su 26.728. Se tutti i produttori di alimenti rispetteranno al 100% gli obiettivi della riforma, gli acquisti di sodio saranno ridotti di soli 50 mg / giorno pro capite”. La maggior parte degli australiani in realtà consuma in media circa 3.500 mg di sale al giorno, il doppio dell’assunzione giornaliera raccomandata (2.000 mg), quindi questa riduzione di 50 mg non sarebbe un’ammaccatura, ma solo l’1,5% in generale della riduzione del 100% desiderata.

Tutti i prodotti oggetto della riforma

Tra i 27 prodotti per i quali l’Australia ha fissato obiettivi di riformulazione (che vanno dalle salse ai biscotti agli snack), le principali categorie di alimenti che contribuiscono agli acquisti locali di sodio sono risultate essere il pane lievitato, i formaggi in stile cheddar e i prodotti a base di carne lavorata come pancetta e salsicce. “È stato riscontrato che i pani lievitati contribuiscono con 95 mg / giorno pro capite agli acquisti di sodio (su un totale di 443 mg da tutti gli alimenti), con solo il 35% dei prodotti che attualmente soddisfano gli obiettivi di riformulazione di 380 mg per 100 g, la pancetta contribuisce con 28 mg con solo il 7% di prodotti che soddisfano l’obiettivo (1005 mg per 100 g) e le salsicce contribuiscono con 27 mg con solo il 17% dei prodotti che soddisfano l’obiettivo (540 mg per 100 g)”, hanno affermato gli autori dello studio. “I formaggi in stile cheddar apportavano 57 mg di sodio, ma circa il 71% dei prodotti raggiunge attualmente l’obiettivo di 710 mg per 100 g”.

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