Siete fan della saga di Poltergeist?

Scoprite le curiosità sottostanti il film.

Poltergeist: la fenomenologia

Il termine poltergeist deriva dal tedesco e significa spirito rumoroso (geist significa spirito, poltern bussare).

Si manifesterebbe sostanzialmente con il presunto movimento improvviso di oggetti: quadri che cadono, mobili che si spostano, elettrodomestici che si accendono e si spengono, pietre e sassi che volano con traiettorie insolite.

Gli episodi di poltergeist, secondo i sostenitori di tale teoria, tendono inoltre a essere accompagnati da altre manifestazioni soprannaturali come l’autocombustione, levitazione di persone, comparsa di pozze d’acqua e di scritte sui muri fino alla produzione di voci.

L’esistenza di questo fenomeno, mai accertata, veniva ipotizzata già ai tempi dell’antica Roma e se ne fa menzione in documenti del Medioevo in Germania, Galles e Cina.

Poltergeist: la morte della bambina protagonista

Detto ciò, la saga cinematografica si compone  di Poltergeist 3D, remake del Poltergeist – Demoniache presenze diretto nel 1982 da Tobe Hooper a cui fecero seguito Poltergeist II – L’altra dimensione di Brian Gibson e Poltergeist III di Gary Sherman.

Ma eravate a conoscenza del fatto che sulla storia narrata e incentrata sulla classica famigliola americana alle prese con inquietanti fenomeni paranormali all’interno della loro casa sembrerebbe gravare una vera e propria maledizione?

Una maledizione scaturita dal fatto che molti, sul set del primo film, si rivelarono turbati e impauriti dall’idea che venissero utilizzati scheletri reali, ma anche alimentata dai tragici fatti che riportiamo qui sotto.

Innanzitutto, Heather O’Rourke, la piccola protagonista, morì a soli dodici anni, poco prima che uscisse il terzo film, a causa di una rara malattia.

Poltergeist: gli scheletri veri e la maledizione

Nel 2002, in un episodio del documentario I Love the 80s, la protagonista JoBeth Williams ha rivelato che la produzione utilizzò scheletri autentici per girare la scena finale nella piscina.

Craig Reardon, tecnico degli effetti speciali che lavorò al film, spiegò che all’epoca risultava più economico acquistare e utilizzare scheletri autentici, piuttosto che scheletri di plastica, difficili da rendere realistici.

Come già anticipato, sul set del film, molti si rivelarono turbati e impauriti all’idea che venissero utilizzati scheletri reali.

Da questo episodio sarebbe sorta la convinzione che la pellicola fosse gravata da una sorta di maledizione, destinata a estendersi anche ai sequel successivi.

JoBeth Williams, ad esempio, non era impaurita tanto dalla presenza degli scheletri, ma era piuttosto nervosa all’idea di dover lavorare nell’acqua, con molte luci elettriche tutte intorno.

Steven Spielberg (il produttore) volle rassicurarla a suo modo, rimanendo anch’egli in acqua durante le riprese: se una lampada fosse caduta, sarebbero morti fulminati entrambi.

Durante la sequenza in cui uno dei ricercatori, in preda alle allucinazioni, vede il proprio volto decomporsi orribilmente e poi infrange lo specchio con la propria testa, in realtà, furono le mani dello stesso Spielberg a graffiare e lacerare la finta carne del manichino usato.

Poltergeist: gli altri fatti tragici 

Dominique Dunne, sua sorella maggiore nel capostipite, è stata strangolata a ventidue anni dall’ex fidanzato, il quale non accettava la fine della loro storia.
Julian Beck, indiano Taylor nel secondo film, è stato consumato da un tumore allo stomaco.
Will Sampson, predicatore sempre nel secondo film, è deceduto in seguito a difficoltà dovute a un trapianto.
Il regista Brian Gibson, che ha diretto Poltergeist II – L’altra dimensione, è morto il 4 gennaio 2004 a 59 anni per un cancro.
L’attore Lou Perry, morto il 1º aprile 2009 a 67 anni nella sua casa di Austin, Texas. Fu ucciso con un’ascia da un ex-galeotto.

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