Carla De Bernardi è nata ad Alessandria d’Egitto e ha trascorso l’infanzia a Parigi.

Vive a Milano, dove svolge l’attività di fotografa specializzata in ritratti e in foto di interni, soprattutto di alberghi, che ha esposto in numerose mostre.

Ama gli antichi pellegrinaggi medievali e ha percorso la Via Francigena, il Cammino di Assisi, il Cammino Aragonese e il Cammino di Santiago.

Scrive di viaggi e di pellegrinaggi. Noi l’abbiamo intervistata per saperne di più sul suo ultimo libro Si spezza ogni volta il mio cuore edito da Golem edizioni.

L’intervista a Carla De Bernardi

Parlaci un po’ di te…

Nella mia ormai lunga vita ho fatto davvero molte cose. Il filo rosso che le unisce tutte è una appassionata e fervida curiosità da una parte e dall’altra una cronica “inconcludenza”…intendo dire che non ho mai cercato di raggiungere un traguardo, un primato, una meta. Mi è sempre piaciuto iniziare un percorso, qualunque esso fosse, per dimostrare a me stessa che potevo farcela, ma senza accanirmi, senza insistere. Con perseveranza sì, ma fino al punto in cui restava tale e non diventava una ossessione. Quando questo accadeva semplicemente cambiavo strada.

Non ho mai avuto molta fiducia nelle mie capacità, questo va detto e va probabilmente ricercato nella mia infanzia, e quindi non mi sono mai posta obiettivi irraggiungibili.

Per questo quando il risultato era finalmente alla mia portata cessava di interessarmi. Persino una laurea in medicina ho interrotto dopo 4 anni!

Ed è così che sono diventata brava in tante cose senza mai eccellere in nulla.

Ma sono soddisfatta, ho battuto tanti sentieri e credo di aver vissuto con intensità e coraggio. Ho fatto l’archivista per un architetto famoso nel mondo (Vittorio Gregotti) e per un giornalista e scrittore (Alfredo Todisco), per 10 anni sono stata top manager per una importante società alberghiera e termale, ho fatto la fotografa professionista, la scrittrice, ho solcato mari, galoppato nei boschi, camminato sulle antiche vie come il Cammino di Santiago, la Via Francigena o la Via Micaelica, meditato per ore in zazen con la guida di un vero maestro – si chiamava Dosen – purtroppo ora scomparso.

Negli anni ΄90 ho fondato un movimento “politico” del tutto inedito, un esperimento durato 5 anni e molto intenso, ho fotografato persone straordinarie che ho esposte in numerose mostre, ho pubblicato 8 libri – di viaggio, romanzi, gialli e saggi –  e ne stanno per uscire altri due mentre alcuni manoscritti sono già “in panchina”.

Ho fondato l’associazione Amici del Monumentale di Milano per la tutela e promozione di questo museo a cielo aperto di cui sono presidente e l’associazione Movimento Lento che promuove i viaggi a piedi e in bicicletta.

Non male, no, per un’inconcludente?

Cosa ti piace leggere?

Da ragazza i grandi romanzi: Anna Karenina o Il rosso e il nero, ma anche Gide o Sartre. Poi gli americani, Hemingway e Fitzgerald fino a approdare a Roth, Updike, John Irving e di recente Stoner. Tra i poeti prima fra tutte Emily Dickinson ma anche Rilke e Prévert.

Da qualche anno molti gialli e tutto Ken Follett. Romanzi italiani lo confesso oggi pochi, ma molti da giovane, Moravia, Calvino, Morante, Pavese etc.

Qual è il tuo hobby?

Camminare, camminare, camminare… possibilmente verso una meta lontana centinaia di chilometri ma anche in città tutti i giorni.

Parlaci del tuo libro. A chi lo consiglieresti e perché?

Si spezza ogni volta il mio cuore… Lo consiglio a chi desidera, attraverso il racconto di Tommy, capire meglio come permettere ai propri figli di sviluppare le loro potenzialità senza tarpare loro le ali pur amandoli molto, anzi a volte proprio per questo e come renderli persone dotate di autostima, capaci di amare e di essere amate.

Nella prefazione di Maria Cristina Koch, psicoterapeuta, è spiegato molto bene.

Come sono nati i personaggi?

Dalla mia storia personale.

Ti è mai venuto il “blocco dello scrittore”?
Ovviamente sì, ma l’ho sempre superato ignorandolo. Se ti ostini peggiori le cose. Meglio fare altro e poi tornare a scrivere.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Tutto ciò che mi circonda e che mi incuriosisce, dalla natura all’arte alla buona cucina alle persone che incontro,  e i libri di scrittori più bravi di me.

Qual è il messaggio insito nel libro Si spezza ogni volta il mio cuore?

I  nostri figli non ci appartengono… come scrive Gibran, li riceviamo in prestito poi dobbiamo lasciarli andare e se abbiamo fatto un buon lavoro voleranno.

Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?

Un mix delle tante persone che sono io con innesti di genitori, sorelle, amici, figli, ma anche persone incontrate per caso.

Progetti futuri?

Due libri sul Monumentale in uscita tra aprile e giugno – la guida in inglese e un libro che raccoglie passeggiate tematiche – e un giallo in uscita a luglio per i tipi di Frilli dal titolo Il principio di Locard.

E, per banale che sia, fare la nonna di Giovanni e Edoardo e dare a un vecchio amico – che ora vedo con occhi nuovi –  la possibilità di venire più vicino.

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