Valentina Mattia è nata a Caltagirone (CT) e vive a Cuneo con la sua famiglia. Oltre a fare l’impiegata, è scrittrice di romanzi e poesie.

Nel 2014 esordisce nella narrativa con Intimo ritratto (edizioni Araba Fenice Libri). Si è classificata terza nella sezione Prosa dell’Antologia di narrativa e poesia edita da Primalpe Cuneo (2017), e nell’anno successivo (2018) la stessa casa editrice ha pubblicato il suo secondo romanzo, Alice Schanzer l’alambicco dei ricordi, ispirato alla poetessa e critica letteraria Alice Schanzer in Galimberti.

Fa parte del comitato di lettura degli adulti per il Premio Primo Romanzo città di Cuneo.

Noi l’abbiamo intervistata per saperne di più sul suo romanzo Complici senza destino edito da Golem edizioni.

L’intervista a Valentina Mattia

Parlaci un po di te…

Mi chiamo Valentina Mattia e sono siciliana. Sono nata a Caltagirone, il “paese della ceramica” e da circa ventiquattro anni abito a Cuneo con mio marito e i miei tre figli. Sono impiegata presso la Confagricoltura di Cuneo, ma nel tempo libero ho sempre il naso tra i libri. Mi è sempre piaciuto leggere e scrivere, non potrei più farne a meno. Tutto è partito da quando ho iniziato a curiosare, nel 2008, sui siti internet dei concorsi letterari per poesie e racconti, ed è stato come essere travolti, nel senso più piacevole del termine, da un’ondata di positività e di benessere che mi ha incoraggiato a remare ancora in quella direzione. Così fino al 2014 ho remato, remato, remato, fino a raggiungere l’obiettivo: la scrittura di un romanzo. Nel 2014 Araba Fenice Libri ha creduto in Intimo ritratto, un giallo psicologico ambientato in Sicilia, e lo ha pubblicato.

Un bell’incoraggiamento, in tal senso, è partito dalla presentazione del romanzo, nel 2015, al Salone Internazionale del Libro di Lingotto e dal riconoscimento, da parte dell’Associazione culturale “La Sicilia e i suoi amici in Lombardia”, del premio “Il Ponte”. Spinta dall’entusiasmo e dal positivo riscontro di questa attività di promozione del libro, ho ultimato un altro romanzo, stavolta ispirato ad Alice Schanzer in Galimberti, Alice Schanzer lalambicco dei ricordi edito nel 2018 da Primalpe Cuneo. Sempre con Primalpe mi sono classificata terza nella sezione Prosa dell’Antologia di narrativa e poesia. Devo confessare che, ogni volta che finisco di scrivere un libro, ne inizio subito un altro. L’idea, però, arriva sempre un po’ prima, ed è interessante scoprire che cosa elabora la mente nel frattempo.

Ciò è accaduto con Complici senza destino uscito alle stampe con Golem edizioni il 5 novembre del 2020. Oltre a scrivere, leggo moltissimo. Faccio parte del comitato di lettura adulti per il premio Primo romanzo città di Cuneo e sono tra gli autori di Rendiconti – Nerosubianco – per le edizioni 2018 e 2020. L’anno scorso ho provato a partecipare a “Incipit Offresi”, il talent letterario itinerante che permette agli autori di presentare un incipit in sessanta secondi, e ho avuto la piacevole sorpresa di risultare semifinalista. In passato ho frequentato una scuola di teatro, un corso di dizione e il corso completo di Nati per Leggere (NpL) a cura di Sillabaria – Semi di Libro.

Cosa ti piace leggere?

Leggo più o meno di tutto, anche se ho una predilezione per i thriller e i noir. Facendo parte del comitato di lettura di un premio letterario, non ho la possibilità di scegliere il genere che più mi aggrada. Eppure, trovo interessante scoprire anche le voci esordienti. Mi rimangono ancora diversi capolavori classici da leggere; la lettura è un’ottima palestra per chi, come me, vuole anche scrivere.

Qual è il tuo hobby?

In primis c’è la scrittura, che ormai non considero più un hobby, ma un’attività indispensabile della mia quotidianità che mi permette di evadere mentalmente e di rilassarmi. Non riuscirei più a farne a meno. La lettura occupa il secondo posto, ed è collegata alla scrittura. Senza quel “pane per la mente” non riuscirei a scrivere nulla. Mi piace praticare lo sport (sono istruttrice federale di aerobica, per qualche anno sono stata occupata in alcune palestre della provincia di Cuneo), danzare, viaggiare, guardare i film, ascoltare la musica. Mi piacerebbe imparare a suonare qualche strumento musicale, continuare a fare teatro, ma non ne ho il tempo.

Parlaci del tuo libro. A chi lo consiglieresti e perché?

Complici senza destino affronta diversi temi: famiglia, separazione tra coniugi e tra genitori e figli, diversità culturale e religiosa, terrorismo. L’amore è declinato a seconda delle situazioni e dei personaggi. La famiglia si pone al centro del racconto, e il piglio narrativo tende a non trascurare i dettagli. Lo consiglierei a chi desidera immergersi a tutto tondo in una storia appassionante dai risvolti sorprendenti.

Come sono nati i personaggi?

Alcuni personaggi sono nati da un’idea ben precisa, altri si sono delineati in un secondo momento.  Per esempio, Amhir e Nunziatina, i protagonisti della storia, ci sono stati da subito nella mia mente. L’amore complicato era destinato a essere intrepretato da loro due. Anche Giovanna e Antonio si sono rivelati prima degli altri e sono stati utilissimi a chiarire il concetto di famiglia a me molto caro. In seguito sono venuti fuori Vincenzo, Carmela, Fadi, Anas, Catia, Jinnie…

Ti è mai venuto il “blocco dello scrittore”?

Tante volte, eppure capita, purtroppo. Quando è successo, ho preferito non rimuginarci e occuparmi di altro. Le idee vanno assecondate, quando mancano non se ne deve fare un dramma. Arriva sempre il momento in cui tutto è più chiaro, occorre soltanto armarsi di pazienza e aspettare che la situazione si sblocchi.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

I libri classici rappresentano una validissima fonte di ispirazione. Eppure, al di là della perfezione di queste opere letterarie, ritengo che ciascun autore debba cercare il proprio stile, la propria voce. Io mi faccio continuamente ispirare da ciò che accade nel mondo e nella quotidianità. A volte è più facile riconoscersi in situazioni già vissute, no?

Qual è il messaggio insito nel libro?

È capitato o capiterà a tutti di vivere momenti bui. Eppure, al di là del dolore, dello scoramento, della perdita di fiducia in se stessi, dove tutto è nero, tutto è impossibile da gestire, ecco che allora, inspiegabilmente, succede qualcosa di straordinario che scuote e sorprende. È ciò che succede ad alcuni personaggi del romanzo, che aggirano le difficoltà e tornano a sorridere come facevano prima.

Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?

Ci sono luci e ombre sia nei personaggi della storia sia in me. Mi riconosco moltissimo in Giovanna che mostra una certa abilità in cucina e fa di tutto per tenere unita la famiglia, in Antonio per il rigore e la puntualità, in Nunziatina per l’ingenuità, in Giusi per la determinazione e la ricerca della felicità.

Progetti futuri?

Nel cassetto ci sono ancora un romanzo da pubblicare e degli “arnesi di base” per poter lavorare in una casa editrice.

 

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