bonus smart working

Bonus smart working come incentivo per chi lavora da casa: l’idea nasce dall’esigenza di lavorare da casa dopo la diffusione del CoVid-19. Stare a casa evita l’affollamento dei mezzi pubblici e permette anche a persone in quarantena di poter lavorare se la salute lo permette.

Il lavoro agile comporta delle spese impreviste per il lavoratore. Si tratta di utenze, pasti, costi di connessione a Internet. Da qui, il via a una campagna di bonus smart working in accordo tra aziende e sindacati dei lavoratori.

Nei prossimi paragrafi vedremo come funziona il bonus, come richiederlo, a chi spetta, i requisiti per averlo e come effettuare la domanda.

Bonus smart working: come funziona

L’incentivo funziona in base al contratto di lavoro dipendente e dal tipo di azienda. Il dipendente che ha delle spese per via del lavoro agile deve informare il sindacato o l’imprenditore.

In base agli accordi presi tra i sindacati e l’imprenditore, si può ottenere un bonus che va dai 160 ai 400 euro, in base alle spese effettuate e al sistema “buoni pasto” previsto prima dell’arrivo del lavoro agile.

I dipendenti potranno ricevere il bonus se ne hanno diritto con un forfettario o con una a parziale rimborso delle spese sostenute da casa.

Come richiedere il bonus smart working

Per accedere al bonus, i dipendenti devono parlarne direttamente con il datore di lavoro per il privato e con i sindacati di categoria per il pubblico.

Bonus smart working: a chi spetta?

Il bonus spetta ai lavoratori dipendenti nel pubblico e nel privato. Non ci sono limiti di ISEE o di guadagni. Infatti, se una persona lavora da casa con il lavoro agile, serve un rimborso per pagare le spese correnti e anche eventuali straordinari di lavoro che si fanno a distanza.

Nel privato, lo straordinario è pagato con un forfettario per il numero delle ore in più. Invece, per il pubblico, si terrà conto del lavoro in giorni festivi (come la Domenica).

Requisiti per il bonus smart working

Per ottenere questo incentivo, quali sono i requisiti?

  • Essere dipendente nel pubblico o nel privato;
  • Lavorare da casa;
  • Avere delle spese in più legate al lavoro da casa. Per esempio, se si aveva diritto a un buono pasto sul lavoro, questo rientra nel bonus per lo smart working. Se si fanno ora in più di lavoro, oppure se si hanno spese in più in casa in termini di bollette, si può richiedere il bonus sulla parte pagata in più.

Bonus smart working: come fare domanda

La domanda non la deve fare il dipendente. Il dipendente deve mostrare il lavoro svolto in più o le spese in più tramite documenti da presentare al datore di lavoro o al sindacato.

Sarà compito poi del datore di lavoro aprire la procedura per l’incentivo direttamente sulla pagina dedicata sul sito del Ministero del Lavoro.

Per il 2021 anche il bonus per gli occhiali

Per il 2021, oltre ai bonus che saranno prorogati, ce ne saranno alcuni completamente nuovi. Un esempio è il bonus per l’acquisto degli occhiali da vista.

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