Natale è alle porte, e già da tempo ormai si respira nelle strade quell’atmosfera magica che tanto ci fa sognare, grazie agli addobbi che adornano le nostre case, le decorazioni nei negozi e in città, gli alberi e le lucine. Soprattutto quest’anno, in cui la pandemia ha scosso il mondo intero, questo giorno assume un significato ancora più grande, non solo per gli adulti, ma anche per i più piccoli.  

Forse, negli ultimi tempi, anche i bambini hanno vissuto l’arrivo di questa ricorrenza senza troppo entusiasmo. In una società come quella di oggi, infatti, in cui tutti possono avere tutto, i nostri figli sono troppo spesso ricompensati con regali di ogni sorta, senza che abbiano fatto chissà cosa per meritarli. Spesso, purtroppo, non sono altro che un palliativo adottato dai genitori per sopperire ai loro sensi di colpa; magari per non essere troppo presenti nelle loro vite, o come scusa per essere eccessivamente dediti al proprio lavoro. Gesti che, seppur compiuti con uno scopo nobile, non avvicinano comunque il genitore al proprio bambino. Anzi, il rischio è che questi possano crescere viziati, con la pretesa di volere dall’adulto sempre di più.  

Una volta, non era così. I doni non erano all’ordine del giorno ma si potevano avere solo in concomitanza di eventi importanti per noi, come il compleanno, la promozione scolastica e, per l’appunto, le festività natalizie. Il Natale, in particolare, era un modo che i genitori avevano per ribadire ai propri figli il concetto del “se ti comporti bene sarai ricompensato”, tutto ciò incarnato nell’iconica figura di Babbo Natale, una sorta di nonno buono che una volta all’anno consegnava ai bambini buoni (è bene sottolinearlo) il regalo più ambito. Come fare, dunque, a far riscoprire ai piccoli il significato che ha questa ricorrenza?  

Significato Cristiano del Natale 

Certo, spiegare ad un bambino – specie se piccolo – il significato del Natale non è affatto semplice. Anche perché, nella tradizione italiana, ha un’accezione religiosa, ed è collegato alla nascita di Gesù. Eppure, armandovi di pazienza e ricorrendo alla semplicità, è possibile far comprendere ai bambini il valore della famiglia 

Prendendo come esempio Giuseppe e Maria come simbolo universale di amore, potete raccontare di come il viaggio dei due genitori non sia altro che la testimonianza del sacrificio di una madre e di un padre, che farebbero di tutto per salvare il proprio bambino dai pericoli del mondo. Come farebbe qualsiasi genitore che ami il proprio figlio. Potete raccontare di come, alla fine, anche nella situazione più avversa, quel bambino è stato salvato anche grazie all’aiuto delle persone comuni che, una dopo l’altra, ha donato qualcosa di suo per tenerlo al sicuro. Pastorelli che portavano latte e formaggio, donne che portavano coperte fatte con lana appena filata, falegnami che hanno donato la legna appena tagliata da usare per fare un bel fuoco e tenere Gesù bambino al caldo.  

Potete raccontare, insomma, di come un posto brutto, spoglio e freddo possa diventare un accogliente rifugio se ci circondiamo di persone che ci vogliono bene. Perché alla fine è proprio quello che si fa a Natale: stiamo con le persone che amiamo di più, che siano genitori, familiari, cugini, amici o colleghi. Chiunque ci faccia star bene e chiunque facciamo a nostra volta stare bene, ecco, cosa vuol dire Natale.  

Attraverso questa storia possiamo far comprendere ai nostri figli il valore della semplicità, l’attenzione verso i buoni sentimenti, più che verso gli oggetti materiali, e poi la bellezza che c’è nella condivisione, nella felicità di donare agli altri perché sappiamo di farli felici. E a noi piace renderli felici. Può sembrare un concetto complesso, ma spesso non ci rendiamo conto che i bambini sono in grado di capire più di quanto ci aspetteremmo.  

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