Aria è una docu-serie su alcuni italiani, sparsi in varie parti d’Italia e del mondo – dalla Cina al Kenya, dal Brasile alla Francia – visti attraverso la lente del tempo sospeso della pandemia.

Persone che si raccontano dal loro punto di vista, grazie a smartphone, videocamere, mezzi di ripresa improvvisati. Donne e uomini comuni, ma speciali, ciascuno a modo suo, individuati dagli autori per la loro unicità.

 

Aria è una docu-serie narrativa che in un arco di tempo di quattro mesi segue il percorso di queste persone divise dal distanziamento sociale imposto dall’epidemia, ma uniti attraverso una tensione collettiva, questi “testimoni” esprimono una resilienza spontanea dello spirito e del cuore, che gli permette di narrare le loro vite in un affresco disegnato dalle loro stesse mani.

Come in un romanzo a più voci, ma nulla qui è fantasia. Sono tutte storie vere e nessuna è ancora terminata.

Aria è il racconto di un’epoca più che la fotografia di un momento: il diario del 2020.

“Quando per la prima volta Daniele Vicari ci ha fatto vedere la docu-serie Aria, ci siamo commossi perché Aria è la storia di tutti noi – dichiara Elena Capparelli, direttore di RaiPlayÈ il desiderio di luce, sole, libertà, che si deve misurare con la pandemia, il dolore, la perdita, la solitudine. Ma è anche l’Aria che ritroveremo, che ci attende alla fine di questo lungo viaggio nell’emergenza. Per questo abbiamo voluto regalare al pubblico di RaiPlay le storie piene di speranza che i protagonisti di Aria hanno filmato durante i mesi del lockdown

L’aria in un’opera lirica è il momento in cui un personaggio esce dal contesto della Storia e canta al pubblico chi è e cosa sente veramente, la sua storia nella Storia. Qui la Storia è quella dell’Italia del terribile anno 2020, le storie sono quelle delle persone che la vivono sulla e sotto la propria pelle, nelle ossa, nel cuore“, aggiungono gli autori.

Disponibile dal 29 dicembre su RaiPlay, ARIA è la prima docu-serie sugli italiani dentro e oltre il lockdown, articolata in 6 puntate da 25 minuti.

Aria racconta un gruppo di italiani che al momento dell’esplosione della prima ondata dell’epidemia da Coronavirus si trovano in diverse parti del mondo. Narra l’umanità, la capacità di reagire, le difficoltà, le speranze, la rassegnazione e i desideri di persone che non si rassegnano.

Inizio 2020. La pandemia di Covid19 sconvolge gli equilibri del pianeta. Greta in Cina, Marta e Gerardo in Brasile, Daniele e Yasmin in Kenya, Angelo e il suo circo, Costanza dalla sua camera, Cristina in ambulanza, ci mostrano come le difficoltà, la speranza, l’avventura, la determinazione, la fantasia si mescolino in questa crisi straordinaria.

La selezione di questi “testimoni dell’anno 2020” è avvenuta durante le prime settimane del lockdown in Italia, nel mese di marzo, ad opera degli autori. Da aprile sono iniziate le riprese – auto-eseguite dai testimoni, in condivisione e costante contatto con il gruppo di lavoro di Aria. Sono proseguite fino a metà luglio in Italia, attraverso le cosiddette Fasi uno e due e nel resto del mondo secondo le differenti ondate della pandemia nei continenti extraeuropei.

Realizzata da Andrea Porporati, Costanza Quatriglio e Daniele Vicari e da Chiara Campara, Francesco Di Nuzzo, Flavia Montini, Pietro Porporati, Greta Scicchitano, la serie è prodotta da Minollo Film.

I proventi della docu-serie saranno devoluti all’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani.

I PROTAGONISTI

Greta Pesce, studentessa italiana in Cina.

Famiglia Santonicola: Gerardo Santonicola e sua moglie Marta Ribeiro, bloccati in Brasile col loro figlio piccolo.

Daniele Sciuto e sua moglie Yasmin Genovese: lui medico, lei ostetrica in Kenya, e loro figlio.

Angelo Patti, clown. In un circo bloccato in una piazza di Caltanissetta.

Simona Spinoglio, counselor di Casale Monferrato.

Sibilla, Diana, Giulia e Francesco Nozzoli, una famiglia divisa dalla pandemia tra Trento e Roma.

Cristina Palma, volontaria della Croce Rossa Italiana.

Costanza Savaia, giornalista ed attivista, chiusa volontariamente in camera da prima del lockdown, a Savona

Carlotta Zanlari e Fabio Caccin, equipaggio della Sea Shepherd.

Margherita Carlini, sportello antiviolenza, Recanati.

Pasquale Cirillo, ristoratore.

Lorenzo Baselice, Sarah Di Lorenzo, Sofia Esposito: ragazzi dello 081 – Laboratorio di mutuo soccorso a Napoli.

Romano e Martina Ceschini, padre e figlia gestori del Rifugio “Ai Caduti dell’Adamello” a 3040 metri di quota.

Marcella Bouché, che ha vissuto la guerra da bambina e la confronta con la pandemia.

 

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