Emanuela Valentini vive e lavora a Roma come editor freelance.

Ha vinto numerosi premi per la narrativa e Le segnatrici costituisce il suo debutto nel mondo dei thriller.

Edito da Piemme, Le segnatrici è in corso di pubblicazione in diversi paesi del mondo.

Per saperne di più l’abbiamo intervistata.

L’intervista a Emanuela Valentini

Parlaci un po’ di te…

Mi chiamo Emanuela Valentini, sono una persona testarda e sensibile che ama leggere e scrivere sopra a ogni cosa. Solitaria e silenziosa, prediligo la compagnia di pochi. Non amo le feste, mi piace invece moltissimo camminare, sia in città che in contesti naturali come la spiaggia o il bosco. Il mio passatempo preferito (per quando ho tempo, appunto) è la fotografia. Sono sempre dalla parte degli indifesi. Antirazzista e antispecista. E direi che vi ho già annoiati abbastanza! 🙂

Cosa ti piace leggere?

Sono una lettrice onnivora per lo più. Ci sono cose però che non prediligo e sono i romanzi rosa.

Qual è il tuo hobby?

Uh, l’ho anticipato poco più su mentre parlavo di me. Amo la fotografia perché è un altro modo di narrare. Attraverso il colpo d’occhio si possono trasmettere moltissime emozioni. Vorrei solo avere più tempo da dedicarle.

Parlaci del tuo libro. A chi lo consiglieresti e perché?

Le segnatrici prima di essere un thriller è un romanzo che parla di persone, di storie sospese tra passato e presente, di vicende umane che si mescolano con quelle più antiche, del territorio che è l’Appennino Emiliano. Uomini e montagne.
Ecco perché mi sento di consigliarne la lettura a tutti, non solo agli appassionati del genere. E dalle recensioni che ricevo ho il piacere di constatare che viene apprezzato da moltissimi lettori che in genere non leggono thriller. Mi scrivono anzi che grazie a Le Segnatrici si sono avvicinati al thriller come genere e ne sono felice.

Come sono nati i personaggi?

Come sempre, osservando il mondo che mi circonda e guardando in profondità dentro me stessa.

Ti è mai venuto il “blocco dello scrittore”?

Ho superato questo scoglio anni fa. Quando si scrive per lavoro non ci si può permettere nessun blocco e come sai io sono anche una ghostwriter oltre che coach letterario: insegno agli autori le tecniche per scrivere un romanzo e ad allenarsi con costanza, a usare la scrittura come esercizio per non incappare in strani blocchi da pagina bianca che non hanno motivo di esistere se alla base c’è un lavoro di progettazione solido ed efficace.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

La vita. Le persone. I fatti cronaca vecchi e nuovi. La natura.

Qual è il messaggio insito nel libro?

Questo me lo dovreste dire voi 🙂

Quanto c’è di te nei tuoi personaggi?

Moltissimo, me lo dice chi mi conosce però, perché io non me ne accorgo!

Progetti futuri?

Una serie audio thriller per Storytel e un nuovo romanzo in arrivo!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here