Moni Ovadia: biografia 

Salomone Ovadia, in arte Moni Ovadia, è nato a Plovdiv (Bulgaria) il 16 aprile del 1945 ed è un cantante, attore e scrittore italiano. Trasferito in Italia quando è ancora molto giovane, trascorre un’infanzia all’insegna dei dettami religiosi ebraici sefarditi, cosa che influenzerà molto le sue opere e la sua arte.  

Laureato in Scienze Politiche all’Università Statale di Milano, inizia la sua carriera come cantante nel Gruppo dell’Almanacco Popolare, sotto la guida di Sandra Mantovani. Negli anni ‘70 fonda il suo primo gruppo musicale, il Gruppo Folk Internazionale – cambiando poi nome in Ensamble Havadià, dove si cimenta nel suonare violino, tromba e chitarra. Con questo gruppo incide gli album Festa PopolareDaloy Polizei, Il Nonno di Jonny, Le Mille e una NotteEnsamble Havadià e Specchi 

Moni Ovadia: la carriera teatrale 

Moni fa il suo esordio in teatro nel 1984. Nel 1987 è invece protagonista dello spettacolo Dalla sabbia del tempo, in scena al Teatro Pier Lombardo di Milano (attuale Teatro Franco Parenti) in occasione del Festival della cultura ebraica. Nel 1990 fonda la TheaterOrchestra, con cui produce Golem, in tournée in Italia, a Berlino, Parigi e New York. 

Lo spettacolo che però fa salire Moni alla ribalta è Oylem Goylem (tradotto “Il mondo scemo”), in cui mischia la musica klezmer e riflessioni in merito alla cultura del witz, il tradizionale umorismo ebraico, a storielle e barzellette. Lo show ebbe talmente successo che venne ripreso dalle reti Rai. A questo seguirono poi: Frammenti sull’Apocalisse (1994), Diario ironico (1995), Cantoni Dybbuk (1995) – uno spettacolo sull’Olocausto –, Ballata di fine millennio e Pallida madre (1996) 

Nel 1997 torna a collaborare con il Teatro Biondo mettendo in scena Andò e Il caso Kafka, di cui curò la regia. L’anno dopo lavora allo spettacolo Trieste… ebrei e dintorni, seguito da Mame, mamele, mamma, mamà, da lui scritto e diretto. Tra gli altri suoi lavori di rilievo, ci sono anche: Joss Rakover si rivolge a DioTevjie und mir, Il Banchiere errante e L’armata a cavallo 

Nel 2005 ha collaborato con il gruppo musicale Modena City Rambles, nel loro album dedicato alla liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista, Appunti partigiani. Tra il 2008 e il 2009 ha portato avanti la sua nuova tournée con lo spettacolo La bella utopia, che raccontava il comunismo in Unione Sovietica.  

Infine, nel 2015 ha lavorato alla messa in scena de Le supplici di Eschilo al teatro greco di Siracusa.  

Moni Ovadia: vita privata 

Moni Ovadia è dichiaratamente vegetariano per ragioni etiche e di salute. È stato grande amico di Don Andrea Gallo e si è sempre definito agnostico. Nel 2013 ha dichiarato a Il Fatto Quotidiano di aver lasciato la Comunità ebraica di Milano, dopo che questa aveva appoggiato Israele, oltre al non aver preso posizione riguardo alle parole di Silvio Berlusconi in merito alle vittime della Shoah, il quale aveva affermato che i suoi figli: 

Dicono di sentirsi come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler.

Moni Ovadia: frasi e libri

Tra le frasi celebri di Ovadia, la più famosa è:

Per me personalmente, la speranza tiene fra le labbra un immancabile sigaro e ha il volto scanzonato di questo prete ribelle. È una scelta etica e dietetica insieme [la scelta di essere vegetariano]. Io credo che le due cose non possano andare disgiunte. Ho un’impressione vivissima delle sofferenze degli animali.

Mentre, per quanto riguarda le sue pubblicazioni, troviamo:

Perché no? L’ebreo corrosivoL’ebreo che ride. L’umorismo ebraico in otto lezioni e duecento, Oylem Goylem. Il mondo è scemoSperiamo che tenga. Viaggio di un saltimbanco sospeso tra cielo e terra, La Porta di Sion, Trieste, Ebrei e dintorni. Itinerario semiserio in forma di spettacolo della presenza ebraica in città, Ballata di fine millennio, Vai a te stessoContro l’idolatriaIl principe e il polloSan Dorligo della ValleLavoratori di tutto il mondo, ridete. La rivoluzione umoristica del comunismoDifendere DioPer una convivialità delle differenze. In ascolto di altre cultureBinario 21Il conto dell’Ultima cena. Il cibo, lo spirito e l’umorismo ebraicoLa memoria. Falcone e Borsellino sono ancora insieme a noi, Madre DignitàLa meravigliosa vita di Jovica Jovic e Il coniglio Hitler e il cilindro del demagogo. 

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