Gino Strada: biografia 

Luigi Stradafamoso col nome di Gino Strada, è nato a Sesto San Giovanni il 21 aprile del 1948, Gino è anche il fondatore di Emergency, che si occupa di portare cure adeguate nelle zone di guerra e nei Paesi in difficoltà. Dopo la laurea in Medicina presso l’Università Statale di Milano, consegue la specialistica in Chirurgia d’Urgenza.  

Fin da quando è molto giovane, aderisce alla corrente comunista; cresciuto in un ambiente cattolico, è stato molto amico del prete Andrea Gallo 

Gino Strada: chirurgo di guerra 

Dopo aver fatto praticantato nell’ospedale di Rho nel campo del trapianto di cuore, nel 1988 decide di approfondire la chirurgia traumatologica. Oltre che la cura delle vittime di guerra. In quegli anni ha avuto modo di lavorare anche negli USA presso le Università di Standford e Pittsburgh, oltre che all’Harenfield Hospital (Regno Unito) e al Groote Schuur Hospital (Sudafrica).  

Tra il 1989 e il 1994 ha fatto parte del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosnia Erzegovina.  

Gino Strada: la fondazione di Emergency 

Nel 2002, dopo la marcia della pace Perugia-Assisi, Gino Strada decide di fondare Emergency, un’associazione umanitaria internazionale occupata dell’assistenza e della riabilitazione delle vittime delle mine nelle zone di guerra. Il medico ha anche pubblicato due libri in cui raccontava la sua esperienza in questo campo, cioè Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra e Buskashì. Viaggio dentro la guerra.  

Gino Strada: vita privata 

Nel 1971 Gino Strada conosce la sua futura moglie Teresa Sarti, cofondatrice insieme a lui di Emergency. Nel 1979 i due hanno avuto una figlia, Cecilia, che oggi ha assunto il ruolo di presidente dell’associazione umanitaria, in seguito alla morte della madre avvenuta nel 2009.  

Gino Strada: il Covid-19 

Come riportato dal portale Strettoweb.com, il Presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra starebbe pensando a Gino Strada come membro della squadra della Sanità Calabrese dopo l’uscita del Commissario Saverio Cotticelli. Ha scritto Morra su Facebook: 

È stato approvato in Cdm un decreto Calabria che ha rafforzato i poteri della struttura commissariale per non farla mettere in ginocchio dalla volontà di un Dipartimento regionale Tutela della Salute che fino ad oggi ha molto spesso bloccato le iniziative commissariali. soprattutto affinché si possa far intervenire in campo una personalità la cui capacità di visione e la cui filosofia complessiva della Sanità pubblica abbia un potere simbolico e politico enorme, perché qui non possiamo limitarci a convocare bravi manager della Sanità pubblica.

Qui in Calabria c’è necessità di qualcosa di più coraggioso, di più rivoluzionario perché la Calabria vive dal 2010 in una situazione emergenziale, con un commissariamento che dopo 10 anni ancora non è stato sospeso”. “Bisogna fare un salto di qualità facendo scendere in campo una personalità che è, a livello forse mondiale, considerata capace di mettere mano nella sanità Portando immediatamente servizi, prestazioni e soprattutto diritti per i più deboli. E allora, lavorando in silenzio, senza far polemiche inutili si possono ottenere dei risultati, ci stiamo forse riuscendo io spero che nel giro di 24 ore al massimo si possa dar ufficialità di una notizia che sarebbe enorme non soltanto per la Calabria ma per l’Italia tutta.

Si sta lavorando con il Governo affinché in Calabria si abbia una squadra che includa qualcuno che ha chiarissimo il quadro, qualcuno che sappia frenare appetiti criminali”. “Vi ricordo che in Calabria abbiamo due Aziende sanitarie territoriali, quella di Reggio Calabria è quella di Catanzaro, sciolte per infiltrazioni mafiose.

Vi ricordo che il buco nella Sanità è enorme ed ogni anno viene ulteriormente alimentato anche in presenza di gestione commissariale. In Calabria bisogna fare una rivoluzione. 

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