Alcune barriere culturali nello sport sono difficili da abbattere, e soprattutto quando si parla di attività agonistiche prettamente maschili, i pregiudizi verso quello che fino a qualche anno fa era considerato gentil sesso sono duri a morire. Si è parlato ad esempio molto di parità di genere anche a livello di retribuzioni, come è accaduto recentemente nel mondo del calcio (vedi il caso della nazionale brasiliana) e del tennis (la discussione sui prize money nelle competizione ha chiamato in causa atleti di spessore internazionale da Novac Djokovic a Maria Sharapova).
Il cosiddetto gender gap continua a far discutere mentre alcuni sport eminentemente fisici come il pugilato, le MMA e il Rugby hanno “riabilitato” la partecipazione femminile dando sempre più spazio, almeno per quel concerne la copertura mediatica, alle sportive più famose. Altri sport della mente, come il Poker, hanno invece da tempo sdoganato il coinvolgimento femminile e del resto questo gioco si presta al mix di genere in assenza totale di contatto fisico.

In particolare negli ultimi anni le quote rosa al tavolo verde sono riuscite a ritagliarsi il loro spazio e sono emerse alcune grandi giocatrici che hanno saputo competere ad altissimo livello in un ambiente storicamente legato al mondo maschile. Tra tutte spicca Vanessa Selbst, la giocatrice che ha vinto più di tutte nell’Hold’em con una carriera che oltre a tre braccialetti nei WSOP (le World Series of Poker) e due titoli NAPT (North American Poker Tour) è riuscita a totalizzare la bellezza di 11,9 milioni di dollari vinti da professionista. Cifra importante che la inserisce nella Top 100 dei giocatori che hanno incassato di più nella storia. Oggi la newyorkese 36enne si è ritirata dal mondo del professionismo e in virtù di una laurea in giurisprudenza collabora con il fondo d’investimento Bridgewater mentre vive a Brooklyn dedicandosi alla cura della famiglia salvo sporadiche incursioni sul tavolo verde dove continua a dire la sua, come dimostra il piazzamento al 14° posto nel WPT Borgata Open del 2019 che le ha fruttato un incasso di oltre 39mila dollari.
Tra le giocatrici emergenti si segnala Kristen Bicknell, canadese 33enne originaria dell’Ontario, per tre anni consecutivi, dal 2017 al 2019, in testa al Global Poker Index Player of the year. Il montepremi incassato in carriera dalla Bicknell ammonta ad oggi ad oltre 5 milioni di dollari e nel suo palmares si contano ben due braccialetti nei WSOP. Una delle sue vincite più eclatanti sono i 408.000 dollari intascati grazie al successo nei Poker Masters NLHE da 25.000 dollari del 2019. Altro astro nascente del poker in rosa è la norvegese Annette Obrestad che a soli 18 anni, nel 2007, è stata capace di aggiudicarsi la prima edizione delle WSPE (World Series of Poker Europe) vincendo oltre due milioni di dollari e segnando il record di giocatrice più giovane (uomini compresi) ad aver vinto un titolo WSOP. Nel frattempo la Obrestad ha continuato a macinare successi e oggi, a 31 anni, può ostentare un montepremi che sfiora i 4 milioni di dollari.
Nonostante una carriera meno redditizia rispetto alle regine del Poker citate in precedenza Jennifer Harman è in qualche maniera il simbolo del Poker femminile in virtù di una delle attività professionistiche più longeve sul tavolo verde, fu infatti tra le prime a rompere gli induci e a sfidare il mondo degli uomini con i suoi skill. Da quasi 30 anni la 56enne nativa di Reno in Nevada che oggi ha due figli ormai quasi maggiorenni mette in riga i colleghi uomini contando due braccialetti conquistati ai WSOP e circa 2,8 milioni di montepremi. La Harman ad oggi continua ad essere presenza fissa in alcuni dei più grandi stakes di Las Vegas.

Anche l’Italia femminile del poker ha le sue stelle come Carla Solinas, la prima professionista tricolore a figurare nella Women’s all money list pubblicata da The Hendon Mob. Con 374,401 mila dollari macinati in carriera la Solinas si piazza 143ª tra le grandi del tavolo verde davanti a Cecilia Pescaglini (224ª nel ranking mondiale del poker in rosa con oltre 253mila dollari vinti in carriera) e ad Irene Baroni (230ª con oltre 246mila dollari all’attivo).

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here