“Non c’è nulla di così umiliante come vedere gli idioti riuscire nelle imprese in cui noi siamo falliti”.

Questa frase di Gustave Flaubert, esprime perfettamente il senso di frustrazione che spesso noi tutti abbiamo provato. Vi è senz’altro anche, dell’invidia, dell’odio travestito da ironia feroce, ma la struttura portante di questa frase è senza dubbio la frustrazione.

Che cosa è la frustrazione? La definizione che danno gli esperti parla di un vissuto che si presenta quando un nostro un desiderio, un bisogno, un’aspettativa o un obiettivo non trovano soddisfazione, condannandoci al fallimento.

Tutto ci crolla sotto i piedi. Proprio in questo momento arrivano i sensi di colpa, le auto punizioni, la delusione e, come ciliegina sulla torta, in ultimo arriva anche la frustrazione!

Come riconoscerla?

Al fine di non sprofondare nella frustrazione senza nemmeno accorgercene sarà bene imparare a distinguere i segnali con cui tale stato si manifesta. Segnali che sono diversi per ognuno di noi ma che conducono allo stesso stato d’animo.

Cominciamo con il sottolineare che la frustrazione è una reazione, non nasce spontaneamente. E’ una risposta. Una pessima risposta a degli eventi che vengono considerati dal soggetto particolarmente negativi.

Ogni individuo ha il suo carattere ed il proprio passato come bagaglio, ma quando qualcosa va fuori dal nostro controllo, quando un risultato ci sfugge di mano per poco… scatta la frustrazione.

In base al livello di aggressività dell’individuo poi si andrà a sfogare in maniera più o meno grave. Alcuni la sfogheranno su sé stessi, altri preferiranno riversarla su chi gli sta intorno.

Quando i nostri pensieri in merito a obiettivi mancati, fallimenti, piccoli inciampi di percorso, cominciano a diventare un’idea fissa e perdiamo le proporzioni del quadro generale, stiamo sprofondando nella frustrazione.

Nel momento in cui ogni sassolino diventa una montagna: siamo immersi nella piena frustrazione.

Come combatterla?

Mettiamoci in testa che essere delusi e magari arrabbiati per un mancato risultato è perfettamente normale. Per evitare la frustrazione non bisogna trasformarsi in dei rinunciatari o in persone superficiali.

Le nostre ambizioni, i nostri sogni, gli obiettivi che ci diamo sono importanti, fondamentali, ma quando si fallisce nel raggiungerli bisogna rammentarci che non siamo noi quelli che sono falliti, ma l’obiettivo, il sogno, l’ambizione.

La nostra identità non è solo quel proposito, la nostra identità è più grande dei nostri sogni. Ogni volta che sbagliamo abbiamo un’occasione di apprendimento importante: più grande è l’errore, più grande sarà l’insegnamento.

Il percorso fatto fino al fallimento ci ha arricchito. Tutto quello che abbiamo imparato nel percorso fatto non può essere gettato alle ortiche. Quello sarebbe davvero un grosso fallimento!

Gli errori fanno parte della vita, solo attraverso essi si arriva a soluzioni alternative e originali. Gli obiettivi che non vengono raggiunti sono benzina per gli obiettivi futuri, per quelli che arriveranno a compimento.

Il grande allenatore di football americano Vince Lombardi, spiegò molto bene in un aforisma quello che dovrebbe essere il giusto approccio alle difficoltà della vita:

“Non è importante quante volte cadi, ma quante volte ti rialzi!”

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