Liliana Segre: biografia 

Nata il 10 settembre 1930 a Milano, Liliana Segre è una attivista e politica italiana sopravvissuta all’Olocausto. Da sempre, il suo impegno nel sociale è stato quello di mantenere vivo il ricordo della strage degli ebrei per mano dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale 

La sua famiglia era ebrea e anche se laica, venne comunque espulsa da scuola nel 1938, l’anno in cui l’Italia approvò le leggi razziali fasciste. Venne poi deportata nel campo di sterminio di Auschwitz, dove vi rimase fino al 1945, quando venne liberata dall’Armata RossaLiliana è stata l’unica sopravvissuta ai campi della sua famiglia. Tornata in Italia viene cresciuta dagli zii e dai nonni materni.  

Nel 1951 sposa Alfredo Belli Paci, anche lui superstite di Auschwitz 

Liliana Segre: la nomina a senatrice a vita 

Nel 2018, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la nomina senatrice a vita, in occasione dell’anniversario delle leggi razziali. La nomina le viene concessa per il suo impegno nel sociale contro ogni forma di odio, in tutte le sue forme; da quello di genere, a quello etnico. Nel corso della sua vita non ha perso occasione per testimoniare la sua terribile esperienza, non solo nei programmi televisivi, ma anche nelle scuole, dove spesso ha parlato di fronte a migliaia e migliaia di studenti.  

Da sempre è stato forte il suo impegno nel combattere i negazionisti dell’Olocausto, con lo scopo non solo di sensibilizzare le nuove generazioni, ma per far sì che certi episodi non debbano essere mai dimenticati.  

Purtroppo, proprio per le sue posizioni, ha trovato il dissenso dell’estrema Destra. Anche sui social non sono nuovi i commenti contro di lei e le minacce; per questo motivo nel 2019 le è stata affidata una scorta in via preventiva.  

Liliana Segre e la Commissione etica contro l’odio 

Nell’ottobre 2019, Liliana Segre ha avanzato la proposta di istituire la Commissione etica contro l’odio, più nello specifico contro: 

l’odio razziale, la xenofobia, l’antisemitismo o più in generale l’intolleranza, ma anche i nazionalismi e gli etnocentrismi, gli abusi e le molestie, gli epiteti, i pregiudizi, gli stereotipi e le ingiurie che stigmatizzano e insultano. 

Purtroppo, la proposta non è stata approvata, perché serviva l’unanimità della Camera e del Senato. A opporsi, sono stati i partiti della Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che si sono astenuti. Tutti loro hanno giustificato tale decisione, dichiarando che la proposta della Segre rappresentasse una limitazione della libertà di espressione e di pensiero. 

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