Sta facendo scalpore la decisione del governo di chiudere le discoteche a causa dell’aumento della curva dei contagi, causata a sua volta dal non rispetto delle regole di distanziamento nei locali notturni. Assembramenti inevitabili eppure nessuno sembra essersene accorto prima di Ferragosto. Molti i famosi che hanno commentato questa decisione. Attraverso un post pubblicato sul suo profilo Instagram, Linus si esprime con toni molto duri nei confronti di chi ha preso la decisione di chiudere le discoteche, forse troppo tardi, considerando che l’estate è ormai agli sgoccioli:

«E così, da oggi, quando peraltro non conta quasi più niente, le discoteche torneranno a restare chiuse. Ho dovuto mordermi la lingua in queste settimane […] ma adesso che è stata presa la decisione posso chiedermi: ma quale imbecille di politico, governatore, sindaco o questore poteva pensare che si potessero aprire e non avere assembramenti? I gestori delle discoteche non sono esattamente una categoria al di sopra di ogni sospetto, ma come puoi pensare che la gente in un locale non faccia quello per cui c’è andata, cioè stare insieme? Perché le avete fatte aprire, eravate ubriachi o interessati? A Ibiza, capitale delle discoteche europee, hanno avuto il coraggio di tenerle chiuse, qui ogni zona poteva decidere in funzione dei casi della regione. […]“I ragazzi hanno diritto di vivere”, dicono i paraculi. I ragazzi hanno migliaia di altri modi per divertirsi. Correndo qualche rischio, certo, perché è assurdo pensare di chiudersi in un bunker. Ma è stupido favorire i problemi.
“Il settore è in crisi”. Certo, e ovviamente mi dispiace, ci ho passato buona parte della mia vita, ma a parte Amazon conoscete qualche attività che non abbia avuto problemi da questa situazione?»

L’accusa di Gabriele Parpiglia: «decreto post-incassi»

«Eravate ubriachi o interessati?» a rispondere alla domanda retorica di Linus arriva Gabriele Parpiglia. L’autore infatti pubblica sul suo profilo Instagram il decreto del Ministero della Salute che impone la chiusura dei locali dopo Ferragosto. Il commento dell’autore è breve, ma l’accusa è chiara. Secondo Parpiglia infatti, il decreto arriva, guarda caso, dopo la serata più fruttuosa della stagione estiva:

«Ecco il decreto post-incassi di Ferragosto come avevo previsto. E le vite dimenticano le vite perse e non si accetta la nuova vita!»

In seguito Gabriele Parpiglia pubblica anche due post che raffigurano in particolare due discoteche in Puglia e in Sardegna. Entrambi i posti sono colmi di gente che oltre a non mantenere le distanze (inevitabile visto l’elevato numero di persone stipate nei locali in questione), non indossano neanche la mascherina.

La Praja di Gallipoli travolta dalle polemiche

Proprio il locale pugliese citato da Parpiglia, è tornato ad essere al centro delle polemiche. Dopo l’esibizione di Bob Sinclair a fine luglio, la discoteca Praja di Gallipoli era stata messa sotto accusa per non aver fatto rispettare le norme anti Covid-19 imposte dal governo e dal buonsenso, per evitare di far salire nuovamente la curva dei contagi. Ma ci risiamo e a Ferragosto infatti, il locale ha ospitato Elettra Lamborghini. Probabilmente memori delle polemiche passate, i gestori hanno tentato di ricordare agli avventori l’utilizzo della mascherina, scrivendolo sui maxi schermi. Ma non sembra essere bastato. Stando a foto e video che hanno inevitabilmente fatto il giro della rete, infatti, non sembrano essere state rispettati né l’invito né le misure di distanziamento sociale.

La decisione di Elettra Lamborghini dopo le polemiche alla Praja

Dopo le polemiche e, probabilmente, spinta dai commenti dei fan che la invitavano a prendere esempio dal collega Gigi D’Agostino, re dei locali notturni, che aveva annullato ogni esibizione per non mettere a rischio la salute dei ragazzi che sarebbero andati a vederlo. Elettra Lamborghini attraverso una Instagram Story annuncia la cancellazione di tutti i concerti in programma:

«Ho deciso di cancellare tutti i miei concerti vista la situazione Covid. Riconosco che non è il momento. Ci è stata data un’opportunità e vi ringrazio tutti, ma non siamo ancora pronti»

E ha ragione Elettra Lamborghini a dire che non siamo ancora pronti. Durante l’estate i ragazzi hanno ballato, sudato bevuto e cantato, non curanti della velocità in cui il virus contagia. Non curanti delle notizie che continuavano a circolare, che parlavano dei loro coetanei i quali abbassata la guardia erano tornati a casa con il virus, mettendo a rischio anche le proprie famiglie. Anzi, il virus sembra proprio essere stato dimenticato, come fosse successo in un’altra vita, eppure la quarantena è finita solo a maggio.

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E così, da oggi, quando peraltro non conta quasi più niente, le discoteche torneranno a restare chiuse. Ho dovuto mordermi la lingua in queste settimane per evitare di infilarmi in polemiche di cui proprio faccio volentieri a meno, ma adesso che è stata presa la decisione posso chiedermi…ma quale imbecille di politico, governatore, sindaco o questore poteva pensare che si potessero aprire e non avere assembramenti?!? I gestori delle discoteche non sono esattamente una categoria al di sopra di ogni sospetto, ma come puoi pensare che la gente in un locale non faccia quello per cui c’è andata, cioè stare insieme? Perché le avete fatte aprire, eravate ubriachi o interessati? A Ibiza, capitale delle discoteche europee, hanno avuto il coraggio di tenerle chiuse, qui ogni zona poteva decidere in funzione dei casi della regione. Perché nei locali al mare (gli unici aperti) si sa che ci vanno solo i ragazzi del posto, non i turisti. “I ragazzi hanno diritto di vivere”, dicono i paraculi. I ragazzi hanno migliaia di altri modi per divertirsi. Correndo qualche rischio, certo, perché è assurdo pensare di chiudersi in un bunker. Ma è stupido favorire i problemi. “Il settore è in crisi”. Certo, e ovviamente mi dispiace, ci ho passato buona parte della mia vita, ma a parte Amazon conoscete qualche attività che non abbia avuto problemi da questa situazione?

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