Alberto Zangrillo: biografia 

Nato a Genova il 13 aprile 1958, Alberto Zangrillo è attualmente il Primario del San Raffaele di Milano.  

Laureato in Medicina all’Università degli Studi di Milano, è specializzato in anestesia e rianimazione, e il suo curriculum vanta di un percorso formativo presso i più importanti centri di medicina europei.  

Nel corso della sua carriera, è stato vincitore di prestigiosi premi e concorsi, oltre che autore di più di 800 pubblicazioni tra articoli di giornale e volumi accademici.  

Nel 2008 diventa Primario dell’Unità operativa di Terapia Intensiva e Rianimazione Generale presso l’ospedale San Raffaele di Milano. Da sempre è noto alla cronaca per essere anche il medico di fiducia dell’ex Presidente Silvio Berlusconi 

Alberto Zangrillo e le dichiarazioni sul Covid-19 

Nel programma televisivo di La 7, In Onda, Alberto Zangrillo avrebbe dichiarato che contrarre il Covid-19 non vuole dire essere necessariamente malati. Parole, queste, che hanno suscitato molto scalpore, e che il virologo Andrea Crisanti ha definito, sempre nella stessa trasmissione, pericolose.  

Ecco quanto dichiarato da Crisanti e riportato da Il Fatto Quotidiano 

Frasi di Zangrillo? In base ai dati pubblicati dall’Istat la settimana scorsa, anche in piena epidemia, mesi fa, avevamo il 50-60% di asintomatici, quindi non è una novità. Circa il fatto che non arrivino più nuovi malati in rianimazione, forse Zangrillo si riferisce al suo ospedale perché questo non è vero su scala nazionale. Da noi abbiamo decine di malati in reparto e in terapia intensiva. Non capisco su quali basi lui faccia quelle affermazioni. Sono affermazioni estremamente pericolose.  

Sempre Crisanti, sull’aumento dei contagi, ha poi affermato:  

Quello che vediamo adesso purtroppo è il risultato di quello che è accaduto un paio di settimane fa. Penso che questo trend di contagi in aumento proseguirà anche nelle prossime settimane. Riguardo all’età che si è abbassata, questo non ha nulla a che vedere col virus, perché le modalità con cui esso si trasmette sono dovute sostanzialmente a due fattori: alle caratteristiche biologiche del virus, che appunto si trasmette per via aerea, e al comportamento umano che è in grado di modificarlo. Ora sicuramente gli anziani e le persone che convivono con loro stanno molto più attentiE c’è certamente più attenzione nella gestione delle Rsa. In ogni caso, vedendo i dati dell’ultima analisi dell’Istat, ci accorgiamo che anche durante la piena pandemia di 3-4 mesi fa si ammalavano anche persone molto giovani, solo che questo non arrivava alla nostra attenzione perché usavamo gran parte dei tamponi per le persone che stavano effettivamente male. Quindi, era anche una visione un po’ distorta di quello che vedevamo. 

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