Si fa sempre fatica a sostenere che il cinema italiano si differenzi per opere di gran valore e originali. Dichiarazione un po’ ingiusta, soprattutto se si fa menzione a tanti registi italiani che si allontanano dalle classiche commedie e drammi che si producono nel Paese. E se c’è un regista che si menziona per primo in fatto di originalità e sperimentazione, quello è proprio Gabriele Salvatores. Oggi Salvatores compie ben 70 anni, dei quali una buona parte è stata spesa nel lavoro di grandi film.

Gabriele Salvatores: biografia e carriera

Di origini napoletane, Salvatores cresce a Milano e ne assorbe pienamente l’aria teatrale del cabaret. Lo stile eclettico e inusuale del regista si riscontra già in spettacoli teatrali, da lui diretti, in cui si ripropongono classici in chiave d’avanguardia. Interessatosi di cinema, i primi lavori sono degli ibridi tra teatro e cinema; lavori dove mischia il cabaret e inizia una proficua collaborazione con il comico Paolo Rossi. Subito dopo nasce anche la cooperazione con un emergente Claudio Bisio e con il popolare Diego Abatantuomo, tra i cofondatori della Colorado Films.

Lascia il teatro e si butta nel cinema. L’inizio è un successo: Marrakech Express gli frutta subito una nomination agli European Film Awards. Replica con il seguente Turnè. Ma il film che svela Gabriele Salvatores al mondo è Mediterraneo, la dolce amara commedia di un gruppo di soldati italiani della seconda guerra mondiale che sceglie l’isolamento volontario in un’isola greca come rinuncia alla vita militare. Molti premi e riconoscimenti italiani, ma quello più prestigioso è senz’altro la conquista del Premio Oscar. Salvatores inoltre è uno dei pochi ad aver osato a proporre film di fantascienza in Italia, facendolo anche bene con il cyberpunk Nirvana. Ciò apre una seconda fase di altri prodotti sperimentali, nei quali collabora con l’attore Sergio Rubini con i film Denti e Amnesia. Nel 2005 dirige il claustrofobico noir Quo Vadis Baby, che però non viene ben accolto dalla critica. Tra i film da citare ci sono anche Il ragazzo invisibile, il primo film sui supereroi mai fatto in Italia; il successo porterà poi a farne un sequel.

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