Achille Lauro, al secolo Lauro De Marinis, è un artista eclettico e dal gusto provocatorio. La sua musica spazia dal trap al rock. E’ di queste ore l’uscita del suo nuovo album “1990”, un omaggio al suo anno di nascita e agli anni Novanta, appunto.

L’artista ha 30 anni ed è nato a Verona sotto il segno del cancro. Un’infanzia, la sua, trascorsa a Roma non particolarmente facile, con un padre impegnativo, magistrato alla Corte di Cassazione. Si avvicina alla musica rap grazie al fatto che il fratello maggiore fa parte di un collettivo romano. Realizza i primi lavori e partecipa a Pechino Express, dove viene conosciuto e apprezzato dal pubblico. Poi arriva Sanremo, nel 2019, con il singolo Rolls Royce, e nel 2020, con Me ne frego.

Outfit Achille Lauro

Nella kermesse canora di quest’anno Achille Lauro ha stupito per i suoi outfit decisamente originali: una tutina color carne per richiamare l’abbandono dei beni materiali da parte di San Francesco, un travestimento alla Ziggy Stardust, alter ego di David Bowie, un abito ispirato alla divina marchesa Luisa Casati Stampa, quindi l’outfit che ha richiamato la figura di Elisabetta I Tudor. Arte, simbologia e creatività nel suo abbigliamento, così come nei suoi tanti tatuaggi e nei testi delle sue canzoni. Achille Lauro rapper, rocker e provocatore, insomma. Ma anche artista, interprete arguto e sensibile dell’esigenza di libertà. Artistica e personale.

“Artista folle fuori controllo, questo è Achille Lauro. La mia musica non è etichettabile in un genere e basta”, avverte, in un’intervista a Rolling Stone dello scorso anno. Quindi, niente accostamenti del tipo “Achille Lauro rap” e basta. La sua ispirazione va oltre gli schemi. Con tanto di ringraziamento a Claudio Baglioni che ha avuto il coraggio, con il suo Sanremo 2019, di aprire le porte “alla musica nuova”. Un fatto non scontato, soprattutto per un programma nazional popolare.

Achille Lauro ultima provocazione

In versione bambola, crocifisso sulle caramelle gommose, Achille Lauro, nella sua ultima performance, ha suscitato più di qualche perplessità e qualcuno ha anche parlato di blasfemia. La foto è stata postata in rete dal cantante che ha parlato di censura a proposito della decisione del Comune di Milano di non esporre il maxi cartellone con l’immagine in Corso Como.

 

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