Il mondo del calcio femminile diventa ogni giorno una realtà sempre più interessante. La crescita di questo settore va di pari passo con l’incremento di professionalità che i vari team devono sostenere. Per questo la FIGC ha inserito due nuovi ruoli che devono essere presenti in ogni squadra femminile che si rispetti, direttore sportivo e il collaboratore della gestione sportiva.Su questo argomento ha parlato Rocco Galasso, vicepresidente Collaboratori della Gestione Sportiva dell’Associazione Italiana Direttori Sportivi. Innanzitutto, a chi glielo chiede ci ha tenuto a spiegare cosa sia L’associazione nella quale lavora:”L’ADiSe, quale acronimo dell’Associazione dei Direttori e dei Segretari delle società sportive, oggigiorno sintetizzato in Associazione Italiana Direttori sportivi, è stata costituita il 15 novembre 1976, per iniziativa di un gruppo di Direttori sportivi e Segretari di società di calcio, allo scopo di favorire la crescita di queste categorie professionali ed ottenere il pieno riconoscimento da parte delle istituzioni. I collaboratori della gestione sportiva, figure manageriali formate per contribuire allo sviluppo ed alla professionalizzazione delle società e associazioni sportive dilettantistiche, nacquero nel 2008 con l’introduzione nel Regolamento della Lega Nazionale Dilettanti dell’art. 43bis (rubricato ‘i collaboratori della gestione sportiva’). Il riconoscimento della nuova figura dirigenziale nel Regolamento dell’Elenco Speciale dei Direttori Sportivi è avvenuto invece solo nel 2010“. Un altro elemento sul quale ha posto l’accento è l’evoluzione del ruolo del dirigente sportivo neglio ultimi anni. Infatti grazie ad una maggiore professionalità di questa classe lavorativa il sistema del calcio ne è uscito migliorato. I compiti del DS sono molteplici. Deve innanzitutto sovrintendere a tutte le aree fondamentali di una società sportiva, da quella tecnica, a quella del marketing, a quella dei rapporti con la stampa, fino all’amministrazione ovviamente. Inoltre si è soffermato sul fatto che  nel calcio dilettante spesso notiamo che anche l’improvvisazione gestionale ed organizzativa sta man mano cedendo il passo a sistemi più organizzati in cui trovano spazio le figure adeguatamente preparate e capaci.

 

 

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