Imprenditrice e donna di talento, Giulia Maria Crespi è stata un simbolo ed esempio per ogni donna italiana. Negli anni 60′ si occupò del bilancio e della linea editoriale del Corriere Della Sera, avendo anche il coraggio di cacciare uno dei giornalisti più eminenti del quotidiano; un certo Indro Montanelli. Cedette il giornale ad Angelo Moratti, Gianni Agnelli fino a finire del tutto ad Andrea Rizzoli. Nel 1975 fondo il Fondo per l’ambiente italiano, denominato FAI. L’imprenditrice si è spenta oggi all’età di 97 anni.

Giulia Maria Crespi: una vita per l’ambiente

Nata e cresciuta in una delle più importanti famiglie lombarde, crebbe con influenti e rinomati precettori e studiò il francese, tedesco e inglese. Sposò un partigiano, Marco Paravicini. Dal matrimonio nacquero due gemelli, Luca e Aldo. Paravicini morì quattro anni più tardi. Legatissima alla Bassa padana, s’impegnò a combattere l’urbanizzazione e il crescente inquinamento della zona. Cerco di sensibilizzare anche i milanesi sulla riqualificazione della zona. Iniziò tramite il Corriere Della Sera, anticipando i tempi in cui l’ambiente entrò tra gli argomenti principali di discussione; motivo ulteriore per l’attivismo ambientale operato con il FAI. Al FAI Giulia Maria Crespi donò subito 500 milioni di lire per farlo partire e lo dotò del Monastero romano-longobardo di Torba (Varese) nel 1976, il primo bene importante del Fondo.

La ricorda il Primo cittadino di Milano Giuseppe Sala: “La scomparsa di Giulia Maria Crespi priva Milano di uno dei punti di riferimento più precisi e consapevoli della sua recente vicenda storica. Giulia Maria, a cui mi legava un rapporto di schietta amicizia, è stata una lucida esponente di quella imprenditoria cui la nostra terra deve molto del suo sviluppo e della sua capacità di confronto con l’Europa… Il Fai, grazie a lei, è un modello per tutto il mondo di quella cura che il nostro Paese merita. Deve essere nostro impegno fare in modo che la sua lezione non vada perduta“.

 

 

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