Opera dell'artista Bansky

I “topi” di Bansky hanno invaso la metropolitana di Londra per invitare gli utenti del mezzo a indossare la mascherina. Inoltre tornerà presto in Francia la “porta del Bataclan” da lui dipinta per ricordare e omaggiare le vittime dell’atto terroristico del 2015, trafugata un anno e mezzo fa, ritrovata in un casolare nella campagna abruzzese e portata nelle scorse ore a Palazzo Farnese sede dell’Ambasciata di Francia dai carabinieri. Saranno gli stessi militari a scortare nel suo viaggio di ritorno a casa l’opera, al centro dei festeggiamenti del 14 Luglio come simbolo e ricordo di quel terribile momento che la Nazione francese visse cinque anni fa e nel ringraziamento all’Italia per lo spirito di cooperazione. Bansky artista visionario, quindi.

Sempre in primo piano là dove ci sia da illustrare e dare sfogo all’attualità attraverso l’arte. Un’arte di strada, alla portata di tutti, delicata e raffinata, ma anche in grado di esprimere la crudezza del momento. Del resto, che cos’è l’arte in generale se non la capacità di leggere il presente attraverso forme, colori, idee, visioni, progetti?

Ma chi è Bansky?

Bansky è un artista e writer inglese, dall’identità ancora sconosciuta. A essere nota, invece, la sua capacità di interpretare la realtà, anche in maniera provocatoria, talvolta, ma sempre sincera. Tra gli artisti di strada che praticano l’arte di strada, il suo nome spicca sugli altri. Le sue opere abbondano di critica sociale e politica ma anche di umorismo, talvolta oscuro, ma mai volgare. I suoi murales sono in giro per il mondo, i suoi graffiti realizzati con lo stencil costituiscono un graffio nella coscienza collettiva.

Ambiente, guerre e repressione tra i temi

Tra i suoi temi la manipolazione mediatica, l’omologazione delle masse, la guerra, l’inquinamento, l’orrore dello sfruttamento minorile, la sofferenza della condizione umana, la brutale repressione poliziesca. Del resto una delle sue tante opere è stata proprio realizzata come tributo a George Floyd, il 46enne afroamericano rimasto a Minneapolis il 25 maggio scorso in seguito al violento arresto da parte della polizia.

E così, è di queste ore la notizia che Bansky l’artista impegnato ha colpito ancora. Nella metro di Londra, per la precisione, con un’incursione in veste di sanificatore degna del miglior Diabolik. Del resto, essere un artista significa anche sapersi travestire, all’occorrenza. L’interpretazione dell’opera è che si tratti di un monito a usare le mascherine. Chissà che non sia la volta buona e che il messaggio venga, finalmente, recepito.

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