Negli ultimi giorni il nome di Selvaggia Lucarelli è salito alla ribalta per le contestazioni pubbliche del figlio quindicenne a un comizio del leader della Lega Matteo Salvini, a Milano. Ieri c’è stato il deferimento dall’Ordine dei giornalisti della Lucarelli; il motivo è riscontrato per aver fatto riconoscere tramite Stampa il figlio minorenne. Ma non è certo la prima volta che la giornalista ha fatto parlare di sé.

Profilo di Selvaggia Lucarelli

L’eclettismo è una delle caratteristiche della donna, che ha fatto anche l’attrice teatrale, commediografa, conduttrice radiofonica e blogger. È nata a Civitavecchia (RM) nel 1974 e ha mossi i suoi primi passi nel mondo del teatro insieme al comico e attore Max Giusti con spettacoli teatrali di successo. La celebrità è arrivata nel 2002 con il suo blog “Stanza Selvaggia“, che l’ha portata a presenziare in alcuni programmi televisivi come opinionista, tra cui il reality show “L’isola dei famosi“. Ha inoltre collaborato per i giornali “Libero“, “Max” e “Il Tempo“. Attualmente scrive per “Il Fatto Quotidiano“. L’opinionista è anche scrittrice ed ha pubblicato  i seguenti libri: “Falso in bilancia”, “Casi umani”, “Dieci piccoli infami”, “Che ci importa del mondo” e “Mantienimi: aiutami a preservare la mia moralità”. Ma la donna non possiede solo una fervente versatilità, essa è anche famosa per la sua schiettezza, acida ironia e irriverenza; doti che l’hanno eletta come una delle giornaliste più lette in Italia.

Selvaggia Lucarelli e i procedimenti giudiziari

Il suo essere personaggio scomodo e le dichiarazioni fuori dai denti hanno messo la Lucarelli spesso di fronte al Giudice. Nel 2015 è stata accusata di violazione della privacy da alcune celebrità (tra cui Mara Venier ed Elisabetta Canalis) per essersi introdotta nelle loro mail; la giornalista è stata poi rinviata a giudizio e poi assolta nel 2017. Nel 2016 è stata accusata di diffamazione per aver detto che la Miss Italia Alessia Mancini era una transessuale; in seguito, la stessa Lucarelli ammise di non aver verificato la veridicità della notizia. Poi, sempre per diffamazione, ha dovuto presenziare come imputata a un altro processo per aver commentato gli applausi all’ingresso di Barbara D’Urso a “Invasioni Barbariche” così: “L’applauso del pubblico delle Invasioni alla D’Urso ricordava più o meno quello alla bara di Priebke“.

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