La Festa della Repubblica è una data importante anche per le donne, segno di una conquista che non deve avere fine.

Il 2 giugno delle donne

Il 2 Giugno 1946 le donne andarono a votare per scegliere quale forma dare alla nuova Italia. Per alcune quella di poter compiere la scelta era la prima volta, per altre la seconda. Tre mesi prima infatti, il 10 marzo 1946, alcune rappresentanti femminili poterono partecipare al giorno delle elezioni amministrative, dove votarono in 436 comuni. L’unico requisito era aver compiuto 21 anni.

Alla costituzione della Repubblica ci hanno portato anche loro: insegnanti, sindacaliste, giornaliste, artigiane, operaie, chimiche e infermiere, donne coraggiose che hanno affrontato a viso aperto un mondo di privazioni, che le ha date per scontate dalla nascita, relegate a ruoli di secondo piano e senz’anima. Donne che, libere, hanno contribuito a creare un mondo libero.

Dopo il 2 Giugno 1946

Dopo il 2 Giugno 1946 arrivarono altre lotte per la libertà personale e il diritto di scegliere delle donne. Nel 1961 l’apertura al corpo diplomatico e alla magistratura, le rivolte del 1968 e il femminismo, Il diritto al divorzio nel 1970, la legge sull’aborto nel 1978, l’abolizione del delitto d’onore e del matrimonio riparatore nel 1981, l’iscrizione tra le forze armate nel 1999, il discorso relativo alle quote di genere nel 2009.

Sono stati 74 lunghi anni di conquiste di diritti che hanno cambiato e stanno cambiando le donne. Ma tutto questo non è ancora sufficiente, c’è ancora tanto per cui battersi senza sosta, tanto per cui lottare. In questo 2 Giugno, giorno della festa della Repubblica, è necessario continuare a ricordare l’importanza che ha avuto questa data per la possibilità di scelta finalmente data alle donne, fiere ed erette con i loro diritti, sempre cuciti indosso.

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