Lucas Chancel

Nella discussione su come affrontare il coronavirus tenendo insieme le ragioni sanitarie e quelle dell’economia, si inserisce la proposta di Lucas Chancel, co-direttore del World Inequality Lab, lanciata insieme a Thomas Piketty: varare gli eurobond senza Germania e satelliti. A farlo dovrebbero essere Italia e Francia.

La proposta di Lucas Chancel

Secondo Chancel, Italia e Francia, in concorso con Spagna e Belgio, altri Paesi interessati all’ipotesi, dovrebbero fare a meno del blocco nordico. Potrebbero farlo proprio perché rappresentano più della metà del Pil cumulato dall’eurozona.
Lo studio pubblicato sul sito del World Inequality Lab ipotizza una prima emissione di 250 miliardi di euro in coronabond entro il 2020. Se il debito non è mutualizzato, sono però gli interessi sul debito ad esserlo. I paesi, cioè, continuano a rimborsare il debito che contraggono, senza però dover affrontare costi di indebitamento esorbitanti nel caso in cui il mercato decida di scommettere contro di loro.
Altro vantaggio il quale potrebbe essere assicurato da un piano di questo genere è l’effetto valanga provocato, tale da spingere altri Paesi ad unirsi in un secondo momento, fornendo un argine sempre più forte in caso di necessità.

Una tassa sugli utili dei grandi gruppi

Oltre a quella che suona, apparentemente, alla stregua di una provocazione, Chancel avanza anche la proposta di una tassa a carico dei grandi gruppi europei, sui loro utili, nell’ordine del 30%. Spiegando come essendo proprio loro a giovarsi dagli aiuti per la crisi, dovrebbero contribuire al finanziamento del piano e al funzionamento dei sistemi di Welfare.
Si tratta di due proposte non certo convenzionali, che però sembrano rispondere alla logica di un momento in cui tutte le convenzioni sembrano destinate a saltare. Resta solo da capire se i governi di Roma e Parigi abbiano il sufficiente coraggio per ribellarsi alla politica miope della Germania.

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