Lufthansa

Anche l’aviazione civile deve fare i conti coi danni inflitti dal Covid-19. E a trarne per prima le conseguenze è stata Lufthansa, la compagnia aerea tedesca, ormai in crisi da tempo.
A ufficializzare il dato, il quale era comunque largamente atteso dagli analisti, è stato l’annuncio del gruppo relativo al risultato operativo, con una perdita attestata a quota 1,2 miliardi di euro nel corso del primo trimestre dell’anno.

Il piano di ristrutturazione di Lufthansa

Di fronte ad una crisi che si preannuncia molto lunga, il management di Lufthansa ha elaborato un piano di ristrutturazione che dovrebbe portare ad un taglio di circa 10mila posti di lavoro. Che si mixerà al pensionamento di circa 100 aerei della sua attuale flotta.
Ad annunciarlo è stato il CEO, Carsten Spohr, in una comunicazione interna rivolta ai dipendenti. Il documento è stato reso noto dall’agenzia di stampa Dpa e fa capire la gravità della crisi in atto, che era del resto iniziata prima dello scoppio della pandemia. Tanto da indurre Lufthansa a chiudere la sua compagnia satellite low cost Germanwings, mettendo in preventivo la riduzione della capacità dei suoi principali hub, Monaco di Baviera e Francoforte e una ristrutturazione anche di Austrian Airlines e Brussels Airlines.

Una vera e propria traversata nel deserto

Se il piano di ristrutturazione si preannuncia molto gravoso, va anche sottolineato come i prossimi anni si presentino alla compagnia aerea tedesca alla stregua di una traversata nel deserto.
Lo stesso Spohr, infatti, ha messo le mani avanti, affermando: «Siamo stati il primo settore ad essere colpito da questa crisi globale e saremo anche tra gli ultimi a uscirne». Lo stesso CEO ha poi aggiunto di attendersi un ritorno all’utile solo nel 2023. Un’ottica che fa non poca paura, ma che potrebbe rivelarsi addirittura ottimistica, alla luce delle paure innescate dal coronavirus.

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