Donald Trump

Il dato proveniente dagli Stati Uniti, quasi 2mila morti in un giorno, dovrebbe richiamare la politica ad un maggiore senso di responsabilità. Non sembra di questo avviso Donald Trump, attuale inquilino della Casa Bianca. Il quale, forse per impedire di essere accusato di inadeguatezza di fronte all’imperversare del coronavirus, non ha trovato di meglio che accusare l’OMS.

OMS troppo filocinese, fondi congelati

Il tycoon che guida gli Stati Uniti ha infatti affermato di essere pronto a tagliare i fondi destinati dal suo Paese all’Organizzazione Mondiale della Sanità. La motivazione che lo spingerebbe a farlo? L’OMS è troppo filocinese. L’accusa è stata contenuta in un tweet per poi fare capolino nel successivo briefing alla Casa Bianca, nel corso del quale Trump ha accusato l’ente di aver comunicato in ritardo i numeri sul Covid-19. Resta da vedere cosa c’entri l’OMS con le evidenti magagne messe in mostra dal sistema sanitario degli USA.

I dati della John Hopkins University

E’ stato uno studio condotto dalla John Hopkins University a precisare come gli Stati Uniti siano ormai diventati il vero e proprio epicentro mondiale della pandemia in atto. Secondo i dati pubblicati, negli Stati Uniti sono quasi 400mila i contagi e quasi 13mila le vittime del Covid-19.

Le responsabilità di Trump

Le accuse di Trump sono sembrate abbastanza pretestuose a non pochi osservatori. I quali non hanno avuto difficoltà a ricordare come soltanto l’11 marzo, quindi poco più di 20 giorni fa, il presidente statunitense affermasse che in fondo il coronavirus era meno grave dell’influenza. Tanto da scatenare la pronta risposta di Roberto Burioni, il quale rimarcava subito quello che definiva un grave errore. Di cui ora Trump prova a scaricarne le conseguenze politiche accusando l’OMS. Resta da vedere se nelle prossime presidenziali i democratici e, soprattutto, gli statunitensi, saranno disposti ad accettare la sua versione di comodo.

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