Interno di una fabbrica

Ci vorranno almeno due anni affinché il Pil italiano riesca a tornare ai livelli pre-crisi. Questi i danni inferti dal coronavirus all’economia italiana secondo il Focus Censis-Confcooperative sulla “lockdown economy”. La stima è stata peraltro condotta con un riferimento temporale ben preciso, ovvero la riapertura delle attività alla fine di maggio e il graduale ritorno alla normalità nel bimestre successivo. Uno scenario che però, al momento, nessuno è in grado di dare per scontato.

Un milione di imprese a rischio chiusura

Il report in questione sembra non lasciare dubbi sull’impatto disastroso del Covid-19 sull’economia tricolore. A seguito del quale non meno di un milione di imprese si ritroveranno a rischio chiusura. In questo momento, sempre secondo il rapporto di Censis-Confcooperative, l’economia italiana gira al 60% del suo potenziale, grazie al fatto che le attività essenziali sono comunque rimaste aperte. Il quadro si presenta fosco per la parete superiore dello stivale, soprattutto per il Nord-Ovest, ovvero l’area più colpita dal coronavirus: almeno la metà del calo in atto riguarderà quella parte del Paese. Con prevedibili ricadute sull’export, il quale dovrebbe calare nell’ordine del 65,8%, ovvero 280 miliardi di euro.

Le richieste di Confcooperative al governo

Proprio in considerazione della situazione che si va prospettando, Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, chiede al governo l’adozione di misure straordinarie, coraggiose e soprattutto veloci, in modo da impedire ai motori di spegnersi. Per riuscire nell’intento le misure del governo dovrebbero permettere al sistema bancario di mettere in campo strumenti straordinari.

A partire da istruttorie limitate all’essenziale, bypassando la burocrazia. Altra richiesta formulata da Confcooperative è poi quella relativa al saldo immediato dei debiti che la Pubblica Amministrazione ha verso le imprese. In tal modo sarebbe possibile immettere nel circuito economico una abbondante liquidità, che consentirebbe al Paese di ripartire una volta ripristinate le condizioni di sicurezza.  

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