Concessionaria auto

Il mercato dell’auto in Italia è stato praticamente azzerato dal coronavirus. A dirlo sono le cifre, nude e crude: nel mese di marzo le vendite di veicoli sono calate dell’86%. Non era mai successo da un secolo a questa parte. Un trend che dovrebbe sicuramente proseguire nei prossimi mesi. Il dato è desunto dalle stime degli stessi concessionari.

Federauto anticipa i numeri del crollo

I dati reali dovrebbero essere rivelati oggi dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. In attesa dei numeri, è stata Federauto ad anticipare quello che sta accadendo. Va sottolineato che se il crollo era atteso, nessuno si attendeva questi numeri. Tali da far comprendere cosa stia accadendo al circuito economico del nostro Paese.

I numeri su base annua

Tra marzo ed aprile ci si attende una perdita di 350.000 mezzi, quindi un calo del 60% su base annua. Se si pensa che tra il 2017 e il 2019, quando la contrazione è stata di poco superiore al 23%, hanno perso lavoro oltre 30mila addetti del sistema distributivo, il quadro è molto fosco. E fa capire come stavolta a rischiare il posto siano molti di più.

Le richieste di attenzione di Federauto

In considerazione della gravità della situazione, proprio Federauto chiede il massimo di attenzione da parte del governo. E’ stato Adolfo De Stefani Cosentino, il numero uno dell’associazione, a richiederla, dopo aver espresso il gradimento per le misure sulla cassa integrazione. Proprio per la gravità della situazione e l’incidenza del settore sul PIL e sull’occupazione della filiera, Federauto ha comunque provveduto a chiedere al Presidente del Consiglio ed al Parlamento alcune modifiche al Decreto Cura Italia. Modifiche riguardanti in particolare l’accesso alla liquidità, il bisogno più urgente. Solo in tal modo il settore dell’automotive potrà far fronte ad una crisi che è la più grave di sempre.

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